Quarto tempo

14 Aprile Apr 2013 1422 14 aprile 2013

KEEP CALM & PLAY RUGBY. NEI PARCHI

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Da Milano ad Acireale, la base. La chiave di volta per diventare sempre piu' competitivi a livello internazionale e' allargare la base cioe' aumentare il numero di giovani giocatori. Un auspicio, un obiettivo e un progetto.

I MAESTRI INGLESI. A dare l'esempio sono i maestri inglesi che non solo godono di una tradizione centenaria, avendo loro inventato il gioco del rugby nel 1823 ed esportatolo in giro per il mondo grazie ai propri commercianti, ma anche di una base sconfinata grazie alla quale riescono a gestire con efficacia i ricambi generazionali.

LA SFIDA DI BRUNEL. Non più di qualche giorno fa Alfredo Gavazzi, attuale presidente della FIR la federazione italiana del rugby, ha dichiarato in un'intervista a SKY SPORT24 che: "Il compito di Jacques Brunel e' difficile: deve inserire dei giovani e far crescere ancora una Nazionale che ha dimostrato di poter vincere o perdere contro tutti". E, a guardare i risultati delle under, c'è poco di cui stare allegri. Come fare allora per supportare il difficile compito del nostro commissario tecnico?

UNA RIVOLUZIONE CULTURALE. C'e' forse bisogno di una rivoluzione culturale che parta dal basso per radicarla, una cultura del rugby in Italia.  La pensa così il tecnico della Nazionale, quel Brunel che in poco più di un anno ha stravolto l'ovale italiano. Richiamando la sua esperienza d'oltralpe, l'allenatore degli azzurri ha precisato che: "E' stato messo l’accento soprattutto sulla mancanza di strutture. E’ vero che in Francia le scuole sono messe un po’ meglio ma non così tanto. No, la vera differenza è nell’approccio allo sport. In Francia quasi tutti i ragazzi fanno qualcosa dopo la scuola, qui meno. Ma basta guardare la differenza che c’è nello sport di alto livello oggi e di qualche anno fa: il numero di campioni veri italiani è diminuito,  una volta ce n’erano di più". 

Il commissario tecnico della Nazionale, Jacques Brunel



RUGBY NEI PARCHI. Allora ben vengano iniziative come "Rugby nei Parchi" giunta quest'anno alla sua seconda edizione. È ben venga anche la prima "H" che il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, pianterà su suolo pubblico nel giorno dell'inaugurazione della manifestazione, il 21 aprile. "Manifestazioni così servono. Tanto", ha aggiunto Brunel nella conferenza di presentazione dell'iniziativa. "Ce ne vorrebbero di più. E’ una maniera interessante di sviluppare e diffondere il rugby . E’ importante che bambini e ragazzini si avvicinino alla nostra disciplina, che imparino i rudimenti e le regole-base, ma il nostro vero tesoro sono i valori: il rispetto per i compagni, per l’avversario, il rispetto per le regole e per l’arbitro. Il rispetto per se stessi. Questa è la cosa più importante, i valori. Dobbiamo proteggerli e trasmetterli ai più piccoli per far sì che li imparino e li facciano propri. Non c’è un’età “giusta” per iniziare: 6 o 7 anni, oppure 12… Non è così importante”.

IL SOSTEGNO DELLA FIR. Insomma, come direbbe Jacques: non dobbiamo avere paura di fare un piano di meno per salire un piano più in alto. Ovvero, bisogna osare. E il Sei Nazioni lo ha dimostrato. Per questo Gavazzi ci crede. Per parte nostra, ha infatti assicurato il numero uno del rugby italiano a SKY SPORT24, ce la stiamo mettendo tutta per supportare il tecnico francese: "Da settembre i centri di formazione passeranno da 14 a 32 e le accademie da 3 a 8, con sedi dalla Sicilia al Nord Italia. Abbiamo voluto investire nel Sud, anche se lì ci sono numeri diversi rispetto a Lombardia e Veneto".

GIU' GIU' FINO AD ACIREALE. È così per esempio, accade che Brunel martedi sarà ad Acireale. Ad annunciarlo, l’Acireale Rugby. L’incontro, promosso dalla Federazione Italiana Rugby nell’ottica di sponsorizzazione delle attività rugbystiche nel territorio siciliano, si svolgerà alle ore 10:30 presso la sala giunta del palazzo di città.

C'è movimento.

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