Quarto tempo

15 Aprile Apr 2013 1733 15 aprile 2013

DOPING: IL RUGBY COME IL CICLISMO?

  • ...

Laurent Benezech ai tempi dei Blues



J'accuse. Il ciclone arriva dalla Francia. Si chiama Laurent Benezech, ha 46 anni e un passato da pilone per la nazionale francese e molte altre squadre di club, con cui ha vinto in giro per il mondo. Il destinatario della sua invettiva è il ct della nazionale transalpina, Philippe Saint-André, reo di aver chiesto di aumentare la durata dei tempi di gioco da 40 a 50 minuti effettivi.

L'INTERVISTA A LE MONDE. Gia' lo scorso 4 aprile, in un'intervista a Le Monde, Benezech dichiaro' che: "Quando mi capita di incontrare giocatori di rugby e persino intere squadre e vedo, per esempio, un cambiamento nella loro mascella, che e' il marchio dell’assunzione dell’ormone della crescita, posso solo essere preoccupato per l’evoluzione del mio sport e la salute a lungo termine dei suoi giocatori. Quando sento un allenatore della nazionale dire che il tempo effettivo, che attualmente e' mediamente di 40 minuti, deve salire a 50 minuti per la Coppa del Mondo 2015 e che solo i giocatori in grado di mantenere questi livelli avranno chance di giocare per la nazionale, non riesco a non vedere un’esortazione al doping".

LA CORSA AGLI ARMAMENTI. Oggi, su Midi Olympique, l'affondo dell'ex-pilone: "Ormai le pratiche illegali sono istituzionalizzate. Prima si trattava di casi isolati, oggi se si parla di vincere il Top 14 o l'Heineken Cup e' una corsa agli armamenti. Il ct vuole arrivare a 50 minuti di tempo effettivo. E' umanamente impossibile. [...] Le parole del ct sono un appello al doping".

LO STUDIO. Prima delle affermazioni di Benezech, è stato uno studio dell’AFLD (Agenzia Francese per la Lotta al Doping) ad accendere la luce. Secondo l'Agenzia il rugby sarebbe infatti lo sport più colpito dal doping. Un parere che ha suscitato la pronta replica del presidente della FFR, la federazione francese di rugby, Christian Bagate, e dell’ex giocatore Jean-Pierre Elissalde che, pur ammettendo di aver preso due anfetamine nel suo passato di giocatore, ha seccamente smentito l'esistenza di un "sistema" doping: "Non ho mai visto del doping organizzato, si trattava di pratiche individuali. Oggi il rugby e' chiaramente più pulito, ci possono essere dei casi di doping isolati ma vi posso giurare di non aver mai visto assunzioni di sostanze in uno spogliatoio".

All Blacks in meta



RUGBY SPETTACOLO. Che il rugby stia vivendo una profonda fase di trasformazione andando incontro a una sempre maggiore spettacolarizzazione è un fatto a partire dalla semplice osservazione che oggi le squadre che vincono sono sempre piu' quelle che fanno meno possesso. E i primi ad andare in questa direzione sono stati proprio gli All Blacks.

I SUPERATLETI. Non passano percio' indifferenti alla luce di queste vicende, le parole di Pasquale Presutti, allenatore delle Fiamme Oro Rugby, la squadra del Gruppo sportivo della Polizia di Stato che milita in Eccellenza, in una recente intervista a La Gazzetta dello Sport titolata "Rugby, tra velocità e potenza: uno sport da superatleti". Dice Presutti: "Il gioco del rugby, uno sport complesso, che richiede grande equilibrio fra tutte le qualità fisiche e contemporaneamente uno sviluppo specifico di determinate caratteristiche atletiche in base al ruolo, si è evoluto in maniera importante negli ultimi anni . Per renderlo sempre più attraente, sicuro e spettacolare sono state ridotte le fasi statiche, aumentato il tempo di gioco effettivo, richieste maggiori fisicità e dinamicità, nonché un’attenzione sempre più accurata alla tecnica individuale, ma anche introdotte regole finalizzate a salvaguardare l’incolumità dei giocatori, specie di quelli di prima linea, più soggetti in mischia a infortuni. Oggi troviamo in campo dei centri e dei trequarti, coloro che sino a pochi anni fa non superavano i 70 - 80 chili, che vanno tranquillamente oltre i cento, ma con quell’agilità e velocità tipica di chi possiede una costituzione molto meno aitante. E’ evidente che per arrivare a creare il ‘rugbista ideale’, forte e resistente, ma anche potente, veloce e reattivo, ci deve essere la volontà del giocatore di migliorarsi allenamento dopo allenamento sia fisicamente che tecnicamente, la sua capacità di mettersi sempre e comunque a disposizione del gruppo e dello staff, la sua accettazione alla lotta e al combattimento senza mai mostrare all’avversario che il colpo ricevuto ha prodotto delle conseguenze. I nostri giocatori delle Fiamme Oro, tutti poliziotti arruolati mediante concorsi dedicati all’ingresso nel G.S. Fiamme Oro, per arrivare a questo grado di eccellenza, si allenano due volte al giorno con, durante il campionato, il solo mercoledì di riposo. Tra una seduta di pesi in palestra e la normale routine di doppio allenamento sul campo, i ragazzi sono continuamente monitorati dallo staff medico, dai preparatori atletici e nulla è lasciato al caso, neanche dal punto di vista alimentare e del recupero post gara".

UN NUOVO CASO FESTINA? Ma davvero "Il rugby oggi è esattamente nella stessa situazione in cui era il ciclismo prima del caso Festina”, come sostiene Benezech? Non toglieteci lo sport piu' bello al mondo.

Correlati