Quarto tempo

8 Dicembre Dic 2013 0109 08 dicembre 2013

6 Nazioni, Chef Rubio a Brunel: “Vai avanti, fratello”

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Chef Rubio inaugura, il 22 dicembre su DMAX, la stagione dedicata al rugby



“Qualcosa si sta smuovendo. Ma ci vogliono almeno altri dieci anni. Non possiamo pensare di vincere dall’oggi al domani, ci vuole pazienza e tempo per crescere e affermarsi a livello internazionale. Soprattutto in questo momento di passaggio generazionale in Nazionale e con pochi bambini che giocano a rugby, per la paura di sbucciarsi le ginocchia forse a causa di genitori iperprotettivi. Ma soprattutto, i bambini che giocano non possono ricevere quel tipo di pressioni per cui tuo padre ti vuole in Nazionale a tutti i costi per compensare le sue frustrazioni: ci si deve divertire, il rugby è scuola di vita. Poi quello che sarà, sarà. È un fatto di mentalità. Per questo a Brunel gli dico: fratello, vai avanti.  E grazie per quello che fai”.

È fatto così. Al limite del regolamento, ti placca al collo, ti prende per la gola e ti offre una birra per il gusto di parlarsi un po'. Di ragionare, confrontarsi. Qualche mese fa ha tagliato il baffo alla Dalì che lo ha reso celebre, “La gente si concentrava troppo su quello e non sul cibo, ma oltre il baffo c’è di più”.

Gabriele Rubini, aka Chef Rubio, già rugbista professionista dal curriculum a cinque stelle con ingaggio in Nuova Zelanda nonché gipsy chef del fortunato format di DMAX Unti & Bisunti, per lanciare il prossimo 6 Nazioni passerà dallo street food agli street fan grazie a un nuovo programma on the road, Il cacciatore di tifosi, che andrà in onda tutte le domeniche alle 23 su DMAX a partire dal 22 dicembre.

Arruolato dalla Federazione Italiana Rugby, Chef Rubio girerà col suo

Chef Rubio 007, mission impossible: far innamorare della palla ovale gli italiani, tradizionalmente amanti del calcio



minivan scassato, tra club di tennis, circoli di burraco e campi di calcetto, alla ricerca di potenziali tifosi. Come un inflessibile trainer militare, li porterà su un campo di rugby dove insegnerà loro le regole base di questo sport ma soprattutto, grazie all’esempio tattico di squadre che si sfidano di volta in volta sull’erba, farà scoprire loro i valori e lo spirito di sacrificio che caratterizzano il rugby. Condendo il tutto con improbabili lezioni di tifo ovale e tanto di terzo tempo. Si, ma chi cucina? “Io”, mi fa.

Chef Rubio parte da Frascati, terra di rugbisti, per arrivare in Nuova Zelanda, terra di rugbisti. Lì conosce la competitività, ogni squadra ne ha almeno altre 4 di riserva per cui il posto in prima va conquistato e poi mantenuto ogni giorno. “A me fu detto di andare in prima squadra alla fine di un primo tempo che era molto piaciuto al mio allenatore. Partendo dalla quarta, perché da italiano all'estero devi sempre dimostrare”.  In casa degli All Blacks conosce la cucina e comincia a cucinare.

Per il terzo tempo, Chef Rubio preparerà per tutti delle colossali mangiate condite da aneddoti, storie di epiche partite, piccoli segreti sui giocatori più famosi.



Poi gira il mondo per scoprire che preferisce le megalopoli, Tokyo in testa, e che adora il cibo orientale. E per continuare a giocare a rugby, anche se la sua partita epica l’ha giocata in Italia, “Quando abbiamo vinto a L’Aquila con la Lazio, fuori casa. Mi sono rotto l’acromion, i crociati e mi sono lussato una spalla. Abbiamo dato tutto, l’Aquila non perdeva in casa da dodici anni, ma alla fine abbiamo portato a casa il risultato”.  Non avrai mica in mente una cosa del genere per i nuovi tifosi? “Ti faccio vedere il 22”.

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