Quarto tempo

1 Febbraio Feb 2014 0325 01 febbraio 2014

Rugby, orologi, partigiani e dragoni rossi. E’ il 6 Nazioni, bellezza

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La pazienza dell’orologio si segna con il tempo. Una misura data dalla precisione degli incastri dei suoi ingranaggi. E dal loro movimento esatto. La pazienza con cui l’Italia andrà in meta si segna con il lavoro di un mastro orologiaio che di nome fa Jacques Brunel. Che dice: “La nostra linea di trequarti non è una scommessa, ma il frutto di scelte ragionate. Ci sono McLean e Sgarbi che hanno esperienza, per le altre scelte abbiamo deciso in base a chi ha meno problemi fisici. Loro hanno una grande linea di trequarti, forti e potenti, per Sgarbi ed Esposito sarà una sfida importante”.

Già. Loro sono i tipi del Galles, vincitori degli ultimi due tornei e favoriti per la vittoria finale. Tuttavia, se “loro” hanno delle leggende in campo, gli Azzurri potranno invece vantare un nuovo debuttante.

Si chiama Angelo Esposito, origini campanissime e gioventù sui campi da gioco trevigiani dopo il trasferimento della sua famiglia nei territori della marca. 20 anni tondi tondi e mete su mete da ala ed estremo nel Benetton Treviso.

Ma il Millennium Stadium vedrà da subito titolari altri giovani esordienti sulla linea dei trequarti: i ventidue anni di Leonardo Sarto, i vent’anni di Michele Campagnaro, quelli di Tommaso Allan che si portano appresso l’attesa di un 10 azzurro finalmente di livello, i ventitré di Gori.

Avanti, invece, si viaggia con la marcia in più dell’esperienza. Metti in mischia Mauro Bergamasco, 96 cap e la più lunga militanza in Nazionale, debutto nel 1998, e record battuto: quello di Sergio Lanfranchi, prima, seconda e terza linea a seconda della stagione, giovanissimo partigiano, un tipo che rimediò 127 punti di sutura in testa nel corso della sua carriera e che diceva: “A s’ corra coj pè, miga con la testa”. Si corre con i piedi, mica con la testa.

Insomma, anche l’Italia domani avrà il suo pezzo di storia in campo. Ma Mauro Bergamasco non sarà da solo. Si festeggiano infatti i 100 cap di Marco Bortolami, i 102 di Sergio Parisse e gli altrettanti di Martin Castrogiovanni.

L’anno scorso fu proprio la mischia a fare la differenza. Quella azzurra è risultata essere la migliore di tutto il torneo con il 91% di mischie vinte. Il Galles però ha saputo rispondere con una grande difesa: migliori placcatori del torneo con il 92% di placcaggi riusciti; sempre primi sui punti d’incontro vincendo in pratica quasi tutte le ruck, 97%. E poi le mete subite, specialmente nel secondo tempo: una. Chissà se gli offload di Alessandro Zanni non saranno d’aiuto per tenere la palla viva e in velocità.

Una lezione che Tommaso Allan deve ancora fare del tutto sua, secondo il ct transalpino: “Con il Perpignan ha giocato qual cosina in più, ha studiato le sue performance di novembre e capisce che qui è tutto più veloce. Il suo obiettivo è arrivare a questo livello. Ha un futuro e ha bisogno di fiducia. Poi il campo darà il suo giudizio”.

Brunel non si scoraggia. A partire da questo pomeriggio. L’obiettivo è quello di restare in partita: “Cercheremo di stare a contatto nel punteggio sino alla fine, è ovvio che andremo in campo per vincere ma più di ogni altra cosa mi aspetto da questa gara contenuti tecnici importanti dalla squadra ed in primis una difesa che torni sui livelli di quella dello scorso anno”. D’altronde, come ha scritto un rugbista in erba del minirugby dell’Unione Rugby Capitolina: “E’ meglio perdere 3 mete a 1 che vincere 100 mete a zero”.

Il maestro orologiaio sa che ci vuole tempo per la gloria. E perfezione. Per questo ha deciso di cominciare dal campo e dallo spogliatoio. Così a Cardiff ci saranno tutti e 30 i giocatori che hanno lavorato in settimana a Roma. Quindi anche coloro che non sono in rosa: Antonio Pavanello, Robert Barbieri, Paul Derbyshire, Gonzalo Garcia, Guglielmo Palazzani, Tommaso Benvenuti e Mirco Bergamasco. Avranno modo.

Per gli inglesi, i Red Dragons partono favoriti. Lo scorso anno sembravano non aver alcun interesse a difendere la vittoria del torneo edizione 2012 e infatti andarono sotto di 27 punti contro l’Irlanda. Ma, sostengono i commentatori d’oltremanica, quest’anno non possono permettersi lo stesso lusso contro l’Italia.

A parte le polemiche che stanno minando alle basi il movimento gallese con la guerra civile tra federazione (WRU) e Regions, a parte la presenza in mischia di uno dei giocatori più rappresentativi e fisici del movimento gallese, il capitano Alun Wyn Jones, che si è detto stanco di queste continue tensioni, nella sua partita d’esordio il Galles potrà contare su una backline immensa, composta da tre giocatori che sono già nella storia di questo sport, un estremo e due ali che avranno cura di tormentare gli italiani, ci giurano gli inglesi. Si tratta di Leigh Halfpenny, George North e Alex Cuthbert. Anche se poi, scommettono, sarà la mischia a fare la differenza. Quindi occhio a Leonardo Ghiraldini.

E' il 6 Nazioni, bellezza.

FORMAZIONI

GALLES: 15 Leigh Halfpenny, 14 Alex Cuthbert, 13 Scott Williams, 12 Jamie Roberts, 11 George North, 10 Rhys Priestland, 9 Mike Phillips, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Dan Lydiate, 5 Alun Wyn Jones, 4 Luke Charteris, 3 Adam Jones, 2 Richard Hibbard, 1 Paul James. A disposizione: 16 Ken Owens, 17 Ryan Bevington, 18 Rhodri Jones, 19 Andrew Coombs, 20 Sam Warburton, 21 Rhys Webb, 22 James Hook, 23 Liam Williams

ITALIA: 15 Luke McLean; 14 Angelo Esposito, 13 Michele Campagnaro, 12 Alberto Sgarbi, 11 Leonardo Sarto; 10 Tommaso Allan, 9 Edoardo Gori; 8 Sergio Parisse (capitano), 7 Mauro Bergamasco, 6 Alessandro Zanni; 5 Marco Bortolami, 4 Quintin Geldenhuys; 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Michele Rizzo. A disposizione: 16 Davide Giazzon, 17 Alberto De Marchi, 18 Lorenzo Cittadini, 19 Joshua Furno, 20 Francesco Minto, 21 Tobias Botes, 22 Luciano Orquera, 23 Tommaso Iannone.

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