Quarto tempo

21 Marzo Mar 2015 1529 21 marzo 2015

Ecco perchè l’Italia ha vinto il 6 Nazioni

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Entrare nello spogliatoio sapendo che 9 su 10 hai perso non è per niente facile. Soprattutto in uno sport di combattimento come il rugby. Per esempio Haimona ci lascia un braccio dopo 5 minuti per un placcaggio mal riuscito. Ma c’è un senso di assoluta dignità che non puoi ignorare. Sapendo che sarai umiliato, sai anche che giocherai fino all’esplosione delle forze.

Oggi in campo con il Galles non sarebbe stata per niente facile. I draghi rossi sono venuti a Roma con il favore del pronostico e un unico risultato possibile per portare a casa il Trofeo delle Sei Nazioni: vincere con ampio scarto. Eppure lo spettacolo andato in scena all’Olimpico ci ha restituito un’Italia diversa, convinta dei propri mezzi.

Immensi i nostri giocatori nel primo tempo. Furno è un ossesso, Mauro Bergamasco gioca da manuale. Castrogiovanni è un attore dalla consumata esperienza. Gori è determinatissimo ed esigente. McLean attento e veloce. Masi superbo. Questa è l’Italia che vogliamo vedere soprattutto in vista dei prossimi mondiali, non la versione scesa in campo con la Francia.

La preoccupazione era di non avere sufficiente benzina per arrivare in fondo anche perché nel rugby se molli, cedi di schianto: fisicamente, psicologicamente. Poi c'è che il Galles gode di una tradizione che l’Italia non ha. Ha un serbatoio infinito di nuove leve e un materiale migliore su cui lavorare. Sappiamo perciò che non possiamo chiedere ai nostri Eroi niente di più di quanto non abbiano dato in campo. Insomma, ammettere i propri limiti è un segno di grande intelligenza. E noi siamo stati intelligenti, onorando fino in fondo questo torneo. Ecco il senso di questa trincea.

Per la cronaca i rossi hanno vinto 20 - 61, dopo che l’Italia era stata in vantaggio 13-11 fino al 39' del primo tempo, quando i gallesi sono passati in vantaggio con un calcio di punizione. 13-14. Poi tre mete in meno di quindici minuti all’inizio della ripresa, un cartellino giallo che ha portato Masi fuori per 10 minuti e match chiuso. Il Galles è avanti 13 a 35, al 55'.

La partita si sposta dal campo alla classifica avulsa: in questo momento i rossi hanno bisogno di 5 punti per conquistare il torneo perché nella differenza punti l’Inghilterra è avanti, 37 a 32. L’Italia nel frattempo perde di lucidità. Al 59' terza meta per George North e l’Italia si squaglia: 30 punti subiti in 18 minuti: 42-13. Al 63' rientra Masi, ma al 64' esce Geldenhuys per un altro cartellino giallo. Ancora 14 contro 15 per 10 minuti. Un calvario.

Altra meta gallese al minuto 66: il Galles conduce 47-13. Ancora una meta dei draghi rossi al 68', con Warburton per il 54-13. L’Italia non ha ceduto del tutto e vuole continuare a provare a onorare fino in fondo il torneo. Così al 71' prova ad attaccare e conquista i 22 metri gallesi. Un lampo che dura poco: al 73' il Galles trova un nuovo varco e va in meta. 61-13.

Cosa avrà influito su un secondo tempo così drammatico? Aver cambiato 4 giocatori su 8 della mischia? La doppia espulsione temporanea? Un crollo psicologico che aggiunto alle botte ti svuota di ogni energia? C’è sicuramente bisogno di una profonda riflessione da parte di tutti, ma ci consola, se così si può dire, che i nostri giocatori lì in mezzo al campo non abbiano mai mollato. Così al 79' vanno in meta con Sarto, forse quella che farà perdere il torneo al Galles. Che oggi ha vinto di 41 punti. Otto mete a due.

GLI HIGHLIGHTS