Quello che le donne dicono

28 Maggio Mag 2014 1152 28 maggio 2014

"Di punto in bianco è sparito e sono nera dalla rabbia."

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Ci sono caffè che a volte si prolungano. E così sono seguiti da brindisi, tra una chicca e l’altra. Sono curiosi, i pub di Milano. La sera si popolano: si scherza, si vaneggia e, a un certo punto, si deraglia attorno a discorsi più personali. Proprio quelli che, bevendo, si voleva accantonare per una sera.

“E vissero tutti felici e contenti.” Difficile a dirsi, nel 2014. Cupido è invecchiato e a malapena riesce a lanciare una freccia. Venere, da sempre strabica, si è messa gli occhiali da presbite e, con quelle rughe in più, non è più attraente come un tempo. Persino le principesse, quelle Principesse, in cui ogni bambina sogna di immedesimarsi, sono ormai incattivite e deluse dai principi azzurri.

L’altra sera sono finita in un pub, per un caffè prolungato, e ne ho incontrata una, Cenerentola. Era alla terza Heineken.

“Il mio principe è finito nel tunnel delle canne. L’altra sera, dopo essersi fumato l’ennesima, ha sbagliato bersaglio e, anziché colpire la strega, ha spezzato il mio cuore. Sono scoppiata a piangere.”
La guardo incredula:”E lui non ha fatto nulla?”
“Certo, mi ha detto di rilassarmi. Mentre se ne preparava un’altra.”

La situazione mi sembra irrimediabile. Ascolto Cenerentola per poco e mi avvio verso il Naviglio Pavese. L’acqua è più agitata del solito.
“Mi sono sgolata!” - urla Ariel, sbucando dall’acqua con la testa - “Il mio principe mi ha fatto urlare così tanto che ho perso di nuovo la voce. Sono stufa dei suoi atteggiamenti.”

Per navigare in acque più tranquille, ignoro le sue lamentele e proseguo verso il parco. Sono prossima al rientro a casa, quando la trovo lì. Imbronciata come non l’avevo mai vista.

Biancaneve ma che ti è successo?”
“Lascia perdere. Ci siamo sposati e vivevamo felici e contenti. Più o meno eh, i piatti e le pulizie toccavano sempre a me! Poi una sera mi ha detto che aveva un’altra e la mattina dopo se ne è andato.”
“Così, di punto in… bianco?”
“Si. Ho cercato di consolarmi con i sette nani ma la mia frustrazione è solo aumentata. Sono nera dalla rabbia!”

Capisco che non è aria, neanche qui. Dieci minuti rientro a casa e, prima di addormentarmi, ci rifletto su. Vedere quelle principesse, un tempo felici, ridotte così mi aveva lasciato l’amaro in bocca.

Vale davvero la pena rovinarsi la salute per un principe fasullo?

Mai come in questi tempi è necessario farsi coraggio.“Va dove ti porta il cuore”, scrive la Tamaro. Ma vacci armata, aggiungerei.
Se i veri principi azzurri sono in via di estinzione, i draghi (al contrario) sono in continuo aumento.

E, magari, chissà! Già al tempo delle fiabe, Cenerentola avrebbe comunque conquistato il suo regno, alla Sirenetta sarebbe tornata la voce e Biancaneve avrebbe sconfitto la strega… anche senza principe azzurro!

Lucrezia Holly Paci

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