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18 Aprile Apr 2013 1012 18 aprile 2013

Meno colpevoli e più soluzioni

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La naturale conseguenza del sorgere di un problema dovrebbe essere la ricerca della soluzione.Dovrebbe.Invece, nella realtà, tendiamo a limitarci alla ricerca di un colpevole, qualcuno contro cui poter puntare il dito, a cui attribuire una colpa che non necessariamente deve avere.Ne abbiamo un disperato bisogno.Forse perchè trovarlo ci fa sentire innocenti.E di innocenti in giro ce ne sono ben pochi.Questa nostra contorta mentalità la ritroviamo anche, e soprattutto, negli accadimenti politici degli ultimi 20 anni, completamente incentrati su tentativi mai riusciti di annientazione dell’avversario a scapito dell’attuazione di strategie volte alla crescita del nostro paese che, nella teoria, dovrebbe essere il fine condiviso da entrambi gli schieramenti, destra e sinistra, che dovrebbero appartenere alla stessa squadra, l’Italia, e dibattere soltanto sui mezzi per giungere a tale fine.Dovrebbero.Dovremmo.Invece, non trovando soluzioni o non avendo interesse a farlo, ci limitiamo a combattere il colpevole di turno dimenticandoci dei problemi, che rimangono irrisolti.

I problemi irrisolti, infatti, sono tanti e impossibili da nascondere.Come impossibili da nascondere dovrebbero essere gli innumerevoli primati del nostro paese, nonostante molti si ostinino a provare a farlo.Viviamo in uno dei paesi più ricchi del mondo, non penso ci sia bisogno di alcuna classifica per affermarlo convintamente, basta guardarsi intorno.Abbiamo l’inestimabile fortuna di essere nati circondati da una bellezza unica, lasciataci in eredità dai nostri antenati.Abbiamo insito in noi questo senso del bello che ci contraddistingue e che respiriamo in ogni angolo delle nostre città.Abbiamo alcuni tra i cervelli migliori del mondo che, al pari di molte altre eccellenze, esportiamo in ogni angolo del pianeta.Non abbiamo rivali nella moda, nel cibo, nelle auto di lusso, nei componenti meccanici e in moltissimi altri settori.Tutto il mondo invidia le nostre inimitabili capacità, tranne noi stessi, rinnegandole e rischiando di perderle.Oggi più che mai, nonostante tutto.

Un conto è riconoscere l’attraversamento di una fase economica particolarmente dura, in parte conseguenza di una delle più grandi crisi globali mai esistite, un altro è volere a tutti i costi far passare il bel-paese come un luogo senza futuro in cui tutto va male, privo di opportunità da offrire.Non credeteci.L’Italia, quella degna di questo nome, è piena di grandi persone, di grandi lavoratori che producono, investono, studiano, avanzano e non hanno alcuna intenzione di smettere di farlo.Italiani che non piangono sul latte versato ma puliscono.Italiani di cui essere orgogliosi.Italiani innamorati del proprio paese che non si perdono in sterili discussioni sulla meritocrazia ma la esercitano e ne traggono i benefici.Italiani che girano il mondo e lo cambiano, in meglio.Italiani che tutti dovremmo aspirare a diventare.E avremmo la possibilità di farlo.Ma la possibilità, in assenza di volontà, vale ben poco.

Già, volontà che a molti manca, per convenienza molti antepongono il proprio interesse individuale a quello collettivo.E’ legittimo e penso che continuerà ad essere così, a meno che non si trovi il modo di far coincidere gli interessi individuali con quelli collettivi.Ad esempio non facendo passare il messaggio che i furbetti sono i disonesti e gli onesti sono gli stupidi, bensì il contrario.Ad esempio inasprendo la lotta all’evasione e spalmando il ricavato tra chi le tasse le ha sempre pagate ed anche per questo oggi si trova in difficoltà.Ad esempio punendo severamente e in tempi brevi i colpevoli, quelli veri.Ad esempio semplificando i costosi adempimenti burocratici a cui siamo obbligati.

Al giorno d’oggi, infatti, sopravvivere non è semplice, è semplificare.

Per dirlo in termini economici sollecitare la domanda per incrementare l’offerta di valori positivi.Certo, perchè se assistiamo a questa esiguità di valori quali l’onestà, la correttezza, la coerenza, l’efficienza e l’innovazione è perchè troppi soggetti lucrano su queste mancanze, troppi interessi remano in senso contrario.E remare contro in un mare già di per sè burrascoso rischia di essere letale.

E per favore, non puliamoci la coscienza puntando il dito contro “la politica”.La politica non è altro che uno specchio della società.E se non si è soddisfatti di ciò che si vede allo specchio, non è cambiando lo specchio che si migliora, è cambiando noi stessi.

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