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18 Aprile Apr 2013 1011 18 aprile 2013

Vaticano, terra di uomini

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La Città del Vaticano è il più piccolo stato indipendente dell’intero globo sia in termini di popolazione, sia di estensione territoriale.Il più piccolo ma non di certo il meno importante. Infatti, questa particolare istituzione, ha ricoperto, e continua a ricoprire nel corso dei secoli, un ruolo di primissimo piano nello scenario mondiale.Come molti altri stati, seppur per motivazioni differenti, sta attraversando anch’esso un periodo di profonda crisi. Invece di rimarcare il proprio naturale ruolo simbolico di rappresentanza di Dio tra gli uomini come sarebbe tenuto a ricoprire, in più occasioni si è comportato alla stregua degli altri centri di potere con ben altre finalità ponendosi al centro di innumerevoli scandali frutto di comportamenti opportunistici dei singoli individui da cui era composto.

Pochi giorni fa siamo stati spettatori involontari di un evento rarissimo che rimarrà indelebilmente sui libri di storia; Papa Benedetto XVI si è dimesso davanti agli occhi attoniti del mondo intero, l’ultima volta risale ad oltre sei secoli fa con le dimissioni, meno spontanee, di Gregorio XII, in carica dal 1406 al 1415 all’epoca dello scisma d’Occidente.Anche allora la Chiesa stava attraversando una fase complicatissima della propria esistenza.In conseguenza di ciò, ieri mattina si è aperto ufficialmente il tanto citato conclave per la consacrazione del nuovo Papa.Conclave è un termine di derivazione latina, cum clave, che assume il significato di “chiuso a chiave” per indicare figurativamente la stanza in cui si rinchiudono i cardinali durante l’intera durata dell’elezione.Tale traduzione mi sembra la più efficace per descrivere l’attuale problema della chiesa Cattolica.L’essersi chiusa in se stessa.In contrapposizione a quell’assidua vicinanza alla gente e trasparenza che dovrebbe caratterizzare un’istituzione di questo tipo.

Il Vaticano, non sempre incolpevolmente, è stato bersaglio di un’enorme varietà di critiche e accuse di natura diversa, talvolta pretestuose, che ne hanno macchiato l’immagine nel corso della storia.Da qualche mese a questa parte una serie di tristi accadimenti legati ai numerosi casi di pedofilia all’interno della chiesa hanno riacceso e rafforzato quell’aspro sentimento di disprezzo presente in molti non credenti e, ancor peggio, in alcuni credenti.Nonostante siano già di per se fatti di un’estrema gravità, la chiesa è riuscita ad aggravarli ulteriormente con l’adozione di una strategia di reazione che definire sbagliata sarebbe un eufemismo e che l’ha resa in qualche modo complice di tali accadimenti.Il marketing insegna che da critiche e situazioni negative si possa trarre beneficio dal modo in cui vengono affrontate, dall’esplicazione del metodo risolutivo della problematica e dei provvedimenti presi affinchè non si verifichino più circostanze similari.Ovviamente si sta discutendo di un tema delicatissimo, non certo comparabile a problematiche tipiche della “brand reputation”, tuttavia se si fosse gestita tale situazione applicando queste elementari regole, forse, le ricadute sull’immagine della chiesa sarebbero state minori e, cosa estremamente più importante, si sarebbe fatta prevenzione finalizzata al non ripetersi di questi deplorevoli eventi.L’atteggiamento tenuto dai vertici del Vaticano, tentando di nascondere i fatti, non sanzionando in modo deciso i soggetti di cui è stata provata la colpevolezza, chiudendosi in vergognosi “no comment” di fronte a più che lecite domande pervenute da ogni parte del mondo, non può che essere giudicato colpevole.

Gli uomini di chiesa sono, per definizione, uomini, e in quanto tali possiedono nella propria interiorità tutti i vizi tipici di questa specie.Inoltre, l’apparente ostentazione in cui vivono alcuni personaggi del clero, effettuando spostamenti in elicottero e auto blu, indossando abiti e gioielli costosi e circondandosi di eccessivi sfarzi, non penso sia concettualmente immorale ma penso finisca per risvegliare in loro i sopracitati vizi tipici degli uomini e contribuiscano ad accentuare la lontananza di tali figure dalla gente comune.A chiudere a chiave le Chiese, appunto.Mi auguro di cuore che il nuovo Papa sappia adempiere all’arduo compito a cui è chiamato, cambiando drasticamente la rotta della Chiesa.Mi auguro che la sappia ripulire nel profondo, in modo risoluto e sincero, applicando quei pochi ma fondamentali dettami di trasparenza, correttezza e vicinanza alla gente che dovrebbero essere i mattoni delle fondamenta su cui poggiano le imponenti cattedrali sparse per il mondo.

Mi auguro che la sappia riaprire e che butti via la chiave.Sono convinto che la stragrande maggioranza dei Preti, dei Vescovi e dell’intero clero siano uomini straordinari, dotati di un’irreprensibile moralità che sacrificano la propria vita applicando con umiltà i principi di carità verso il prossimo e di vicinanza a Dio. E’ sopratutto per loro che mi auguro che la gente riprenda a portare il dovuto rispetto verso ciò che la Chiesa rappresenta.Ma il rispetto va guadagnato e molte delle attuali figure che la costituiscono non ne sono degne.Spetta al nuovo Papa rimediare a ciò.Allontanare il male sarà una mansione pesante per un singolo uomo che potrà portare a compimento solo con l’aiuto di Dio.Ma anche quest’ultimo aiuto va inevitabilmente guadagnato.Dagli uomini.

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