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2 Ottobre Ott 2013 1031 02 ottobre 2013

Una medicina peggiore della malattia.

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I mercati scommettono sul Letta-bis: Piazza Affari chiude in forte rialzo (+3,11%) e lo spread è in calo. La motivazione di tale euforia è la forte convinzione che la crisi politica italiana faccia bene ai conti pubblici. Infatti, nonostante l'incertezza riscuota timore tra gli investitori, l'assenza di un governo nel pieno dei poteri accresce notevolmente le possibilità di riuscire a contenere il deficit del 2013 (come abbiamo promesso all'Europa). Se da un lato la fiducia dei mercati finanziari è importante tanto quanto quella che domani verrà richiesta in parlamento, dall'altro lato il prezzo di tale fiducia rischia di essere alto, anzi altissimo. La speranza è che l'aumento dell'IVA dia un po' di respiro alle pubbliche finanze, anche se ciò è tutto tranne che scontato (anche perchè che sconto sarebbe un 1% in più?!?). Il rischio è che si stia curando un paziente in fin di vita con una cura che ha la morte tra gli effetti collaterali, una medicina più rischiosa della malattia. L'aumento potrebbe provocare una drastica riduzione dei consumi delle famiglie, potrebbe fornire un "alibi morale" a coloro che evadono per sport e una valida motivazione a coloro che evadono perchè costretti a farlo per evitare il fallimento (con conseguenti licenziamenti), finendo per accrescere ulteriormente la già enorme evasione fiscale, uno dei principali problemi del nostro paese.
Se ciò si verificasse gli effetti di tale aumento sarebbero contrari a quelli attesi e finirebbero per indebolire sia i conti pubblici che, soprattutto, quelli privati. Detto questo perchè i mercati hanno reagito così euforicamente? Le motivazioni spesso sono incomprensibili o molto interpretabili. La mia paura è una sola: che l'interesse dei finanziatori non coincida con quello degli italiani. L'Italia (gli italiani) in ginocchio per alcuni "malintenzionati" potrebbe apparire come "profitti futuri attesi". Tutto ciò dovrebbe consigliarci estrema prudenza nell'attribuire importanza all'opinione dei "mercati" (spread incluso). I dirigenti di un'azienda quotata in borsa si dovrebbero occupare delle innovazioni di prodotto, dell'aumento dell'efficienza e della produttività piuttosto che farsi influenzare dagli azionisti, interessati a speculazioni nel breve periodo. Il finanziere vede l'impresa come un prodotto finanziario da comprare al prezzo più basso possibile e vendere al prezzo più alto possibile, l'imprenditore ha come unico fine l'assicurarle vita eterna e crescita costante e duratura nel tempo. I nostri dirigenti dovrebbero pensare più al lungo periodo e al bene degli italiani, gli unici in grado di riportare i conti in ordine nel corso degli anni. Un ulteriore aumento dell'IVA assomiglia a un trucchetto per arrivare a fine mese senza risolvere alcunchè, semplicemente posticipando i problemi al mese successivo. Il paziente di cui parlavamo prima era l'Italia, ma gli italiani di pazienza non ne hanno infinita.

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