Retwitaly

2 Maggio Mag 2014 1516 02 maggio 2014

WEB vs CARTA STAMPATA

  • ...

Molte parole sono state spese riguardo la crisi dei giornali, ma forse, più che i giornali, sono i giornalisti ad esserlo.

Premessa: non so se sia lecito parlare di “crisi”, penso sia più corretto usare il termine “trasformazione”.

Altra premessa: fare di tutta l’erba un fascio, lo sappiamo, allontana dalla verità, bisogna cercare di non cadere nel tranello del generalizzare, sebbene per fotografare l’immenso prato in cui viviamo non ci si possa esimere dal semplificare.

L’avvento del world wide web si è instaurato prepotentemente in tutti gli aspetti della nostra vita e, con una tempistica senza precedenti, ha cambiato indelebilmente le nostre abitudini.

Uno dei settori più colpiti da questo processo tuttora in corso è senz’altro quello dell’informazione. I giornali e la carta stampata, non hanno saputo, o non hanno voluto, reagire e cogliere le innumerevoli opportunità che questo fenomeno avrebbe potuto offrire.

Invece che considerare fin da subito la digitalizzazione come alleato e sfruttarla a proprio vantaggio come canale distributivo alternativo per i loro prodotti, le news, l’hanno faticosamente subita calandosi nei panni della vittima e scendendo in una fossa da loro stessi scavata.

Il digitale ha indubbiamente rappresentato un’alternativa all’hardware tipico dell’informazione tradizionale, la carta stampata, per secoli una delle principali fonti informative. Molti sostengono che sia destinata ad una rapida estinzione, progressivamente rimpiazzata da strumenti tecnologicamente più avanzati quali e-reader, tablet e altre piattaforme operanti on line, altri invece sostengono che non abbia ancora raggiunto l’età pensionistica ma stia soltanto subendo un ridimensionamento.

La colpa di questa incapacità di adattamento al mutarsi delle abitudini dei propri destinatari non può che essere attribuita agli stessi giornali. Tuttavia, i giornali, non sono altro che un oggetto, la colpa di un omicidio non viene mai data alla pistola. I principali indiziati del delitto della carta stampata, ammesso e non concesso che di delitto si tratti, non sono altro che i giornalisti.

La nascita dei social network, frutto dell’applicazione della filosofia 2.0., termine utilizzato per indicare l’upgrade che il web ha saputo compiere verso un totale livello di interazione tra i siti da cui è composto e l'utente, hanno cambiato per sempre il modo di fruire le informazioni, decentralizzandone le fonti. Ognuno di noi è diventato un’ inesauribile e preziosa sorgente di news, le conoscenze che diffondiamo quotidianamente sul web non solo hanno un’inimmaginabile valore economico (i maggiori introiti delle innovative dot.com sono derivati dalla vendita di dati da noi forniti gratuitamente) ma si stanno rivelando sempre più come una valida alternativa ai canali informativi tradizionali, quali la radio, la televisione e i giornali.

La radio ci mise 38 anni per raggiungere un’audience di 50 milioni di persone, la tv 13, internet 7, l’iPod 4, il cellulare 3 e Facebook, strumento sociale per eccellenza, ce ne ha messi appena 2.

L’utente del web può diffondere qualsiasi contenuto in tutto il mondo quasi istantaneamente, ogni singola parola digitata ha miliardi di potenziali lettori, ogni fotografia o video inserito on line potrebbe raggiungere qualsiasi luogo del pianeta nel tempo che impieghiamo per passare da una pagina all’altra del nostro caro vecchio quotidiano cartaceo.

Se considerassimo il web alla stregua di una redazione tradizionale, come la intendevamo fino a pochi anni fa, sarebbe composta da oltre 3 miliardi di potenziali “giornalisti”, i quali, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sarebbero intenti nella creazione e diffusione di informazioni riguardanti tematiche anche diversissime tra loro che potrebbero correggere e modificare in qualsiasi momento, potrebbero operare direttamente dalle zone “calde” del pianeta con nuovi contenuti “live”. Ovviamente nessun giornale tradizionale reggerebbe il confronto, si tratterebbe di concorrenza sleale. Tuttavia, anche l’innovativo web ha qualche difetto che difficilmente riuscirà ad ovviare. La copiosità del materiale pubblicato rende tecnicamente impossibile un controllo efficace sulla veridicità delle informazioni immesse, questa democratizzazione giornalistica, l’opportunità data a chiunque di trattare qualsiasi tema in qualsiasi modo potrebbe avere effetti devastanti. Il malcapitato lettore potrebbe ritenere veritiere informazioni errate, talvolta diffuse in malafede.

E’ proprio questa la grande lacuna che dovrebbe essere colmata dai giornali, quindi dai giornalisti.

La loro funzione, oggi ancora di più di qualche anno fa, dovrebbe essere quella di selezionare le notizie per conto del proprio lettore, accertarne la veridicità, approfondirle. I giornali dovrebbero essere una fonte di indiscussa autorevolezza, dovrebbero metterci a disposizione argomenti che altrimenti non andremmo a ricercare, dovrebbero applicare una rigida imparzialità, essere superpartes.

Invece, spesso e volentieri, i giornalisti cedono al proprio personale interesse e, invece che dare voce alle opinioni della gente, come richiederebbe il ruolo che ricoprono, cercano di influenzarle. Invece che proporci una fotografia della realtà, ci espongono immagini distorte che sembrano ritoccate con photoshop.

Tutte cose che il web riesce a fare meglio. E ci riuscirà sempre. La speranza è che i giornalisti di domani imparino a farlo. Imparare, infatti, è esperienza, tutto il resto è solo informazione.

Correlati