RossoSangue

6 Settembre Set 2012 1035 06 settembre 2012

Indisciplinati al volante, road rage e omicidio stradale

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Road rage.



In effetti l'omicidio stradale ancora, in Italia, non esiste. Ci sono gli incidenti stradali, ma non l'omicidio. Si suppone, infatti, che chi è alla guida di un veicolo uccida un altro essere umano solo a causa di un incidente, ovvero per un caso fortuito, disgraziato e tragico, non certo per comportamenti contrari alla morale, alla legge o al buonsenso.

Qualcuno però sta già raccogliendo le firme per una proposta di legge per istituire il reato di omicidio stradale. E fa bene. In altri Paesi il reato c'è già. Nel Regno Unito basta mandare a quel paese un altro automobilista o un pedone per rischiare di incorrere in una pena (ovvero qualcosa che ci toglie la libertà) e non solo in una sanzione (qualcosa che ci toglie un po' di quattrini).

Gli anglosassoni hanno pensato a "road rage", rabbia della strada, per indicare tutti quei comportamenti violenti e/o pericolosi messi in atto quando si è al volante. La rabbia è un sentimento che nasce quando qualcosa o qualcuno si frappone tra noi e il nostro obiettivo.

Per esempio. Voglio andare, in auto, a comprare la terza stagione della serie 24 di cui non posso più fare a meno e so che il negozio chiude tra un quarto d'ora. Davanti a me c'è un vecchietto alla guida di una fiammante Uno che raggiunge l'inebriante velocità di 37 km/h stando al centro dell'unica corsia.

Ora. Chiaro che potrei arrabbiarmi. Iniziare a inveire. Diventare scurrile.  O potrei tentare il sorpasso. Ma il vecchietto si sposta e mi impedisce di passare. Allora potrei fargli le luci, ma quello o non mi vede o fa finta di non vedermi. E alla fine, ok, se la è cercata lui: potrei suonare il clacson. Ma a me i vecchietti sulle Uno stanno simpatici e non mi frega niente di correre di qui e di là. In più, nella maggior parte dei casi, vado a piedi.

Comunque. Rabbia. Della strada. Poi ci sono quelli che non si limitano a comportamenti senza stile come quello sopra descritto (ma c'era in ballo Jack Bauer, per chi ne sa di serie tv) e vanno oltre. Un po' perché sono convinti di essere dei piloti che Schumacher gli farebbe l'applauso se li vedesse in azione. Un po' perché pare esserci in giro parecchia frustrazione.

Il lavoro non mi piace? Il partner mi ha fatto arrabbiare? Il credito della carta è esaurito? Esco in auto e sfreccio facendo vedere i sorci verdi a tutti quanti. E levatevi che non sapete guidare. Ma chi vi ha dato la patente?

L'auto è per molti uno status e non un semplice mezzo di trasporto. Diversamente non si spiegherebbero le ultime costose novità in fatto di customizzazione. Avete presente? La pellicola opaca da mettere sulla carrozzeria giusto per far assomigliare l'auto più a un incrociatore da guerra che a una banale berlina.

Secondo un'indagine dell'Asaps (Associazione degli amici della polizia stradale) l'estate 2012 ha visto un incremento dei casi di pirateria stradale: 181 eventi che hanno lasciato sull'asfalto 27 morti e 200 feriti. Il pirata della strada è colui che, provocato un incidente, non si ferma a prestare soccorso.

Chi fugge, quando viene beccato, dice che è stata la paura, il terrore, il panico a farlo agire così. Sarà. Fatto sta che di solito c'è un mix di rabbia repressa e/o mal gestita, qualche bicchiere di troppo, l'uso (ormai considerato nella norma) di stupefacenti e una buona dose di cattiveria.

Perché diciamolo. Chi fa casino con l'auto di solito è uno che si comporta da cafone sempre e comunque. A parte marca, modello e colore che già da soli dicono tutto del guidatore (dimmi che macchina hai e ti dirò chi sei), ci sono poi quei comportamenti al limite del sopportabile che rischiano di avvelenare l'esistenza. Degli altri, ovviamente.

Non sono crimini. Non è sangue. Ma è seccante. Tipo:

- quelli che arrivano e parcheggiano sulle strisce pedonali, come se nulla fosse;

- o nel posto handicappato, che tanto sto solo cinque minuti;

- o sul passo carraio, che vado a prendere le sigarette al bar;

- quelli che mentre parcheggi si infilano con un ghigno soddisfatto, come se fossero i più furbi del reame;

- quelli che fa caldo solo per loro e tengono il motore acceso così l'aria condizionata può restare sui 18 gradi, geni che siete;

- quelli che ti superano a destra, di solito mentre hai fuori la freccia per spostarti. A destra, appunto;

- quelli che se vai a meno di 50 all'ora in città sei una poveretta che va abbattuta al grido di "levati di mezzo, stronza";

- quelli che superano tram/autobus/filobus in fermata e i pedoni non sono altro che birilli, anzi fastidiosi birilli;

- quelli che il semaforo rosso è un blando consiglio;

- quelli che appena viene verde suonano;

- quelli che investono i ragazzini in bici e poi si lamentano che è colpa dell'altro che ha parcheggiato in doppia fila.

E se il ragazzino ci lascia le penne, quello sì che è un reato (oltre a essere una tragedia inutile). E' omicidio stradale. Anche se ancora non c'è.

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