RossoSangue

7 Settembre Set 2012 0500 07 settembre 2012

Alpi francesi: sterminata una famiglia. Analisi di una strage

  • ...

La gendarmerie sul posto della strage nei pressi di Annecy.



Sembra che la dinamica del delitto che ha distrutto la famiglia di Saad al-Hillie, 50 anni, nazionalità britannica, sia più o meno chiara. La polizia francese ha tenuto a dire che, chi ha agito, lo ha fatto con premeditazione. Ma andiamo con ordine. Mercoledì 5 settembre, verso le 16, scatta l'allarme a Chevaline, una località turistica nelle Alpi francesi nei pressi di Annecy.

Un uomo, al-Hillie, e due donne giacciono riversi in auto colpiti da proiettili alla testa. Una bambina di circa otto anni è viva, ma gravemente ferita e, poco distante, viene ritrovato il corpo senza vita di un ciclista.

La polizia si mette al lavoro e ricostruisce la dinamica. Secondo gli inquirenti si tratta di un'esecuzione in piena regola: le persone sono state giustiziate. Sono state, infatti, colpite alla testa. Tranne il ciclista che, a loro dire, si è trovato, invece, nel posto sbagliato al momento sbagliato ed è stato eliminato perché scomodo testimone.

Gli investigatori durante le loro otto ore di lavoro non si accorgono, però, che in auto, nascosta tra i cadaveri di quelle che poi verranno identificate come sua nonna e sua mamma c'è una bimba, illesa, di quattro anni.

Saad al-Hillie era nativo di Bagdad, Iraq, e viveva a Claygate, cittadina a sud di Londra. In Francia c'era andato per trascorrere una vacanza nel campeggio di Saint-Jorioz, poco lontano dal luogo della strage. La gendarmeria è sotto accusa per non aver trovato la piccola sopravvissuta che, tra l'altro, appena è stata estratta dall'auto ha detto di "non sapere chi fossero i buoni e i cattivi", così nel dubbio ha saggiamente atteso immobile.

Sua sorella è stata colpita da uno o più proiettili. Non solo. L'aggressore ha infierito su di lei colpendola al capo ripetutamente con un pesante oggetto. La polizia di quest'ultimo fatto ha tenuto conto, tanto che uno degli investigatori ha detto che "chi ha ucciso, voleva uccidere".

In genere chi pianifica una strage nei minimi dettagli evita di uccidere ciclisti innocenti che passavano di lì e di lasciare in vita testimoni oculari. Per cui sulla pianificazione c'è un qualche dubbio. Meno dubbi ci sono sul fatto che chi ha ucciso volesse uccidere. Difatti ha fatto una strage.

Strano è l'accanimento sulla ragazzina di otto anni. I proiettili non sono stati sufficienti a ucciderla, segno che chi ha sparato non dev'essere un cecchino. Picchiare la bambina così forte da provocarle fratture al cranio sembra essere un po' fuori dallo schema. Forse l'aggressore aveva finito le munizioni e, con rabbia, ha tentato di finirla in altro modo.

Fatto sta che chi agisce per vendetta o per giustiziare qualcuno di solito non agisce in questo modo. A meno che non sia conscio del fatto di essere al di sopra delle parti. Di essere un imprendibile. La pianificazione, per sua natura, non lascia margine d'errore. I bossoli della pistola automatica (secondo quanto ha riferito la polizia francese) sono sparsi ovunque (e dai bossoli si può risalire a parecchie cose, comprese le impronte digitali), una delle bambine, pur essendo molto piccola, potrebbe essere in grado di identificare l'aggressore.

Chi giustizia qualcuno difficilmente lascia testimoni. Che siano o meno attendibili non importa. Lasciare vive le bambine, tra l'altro, non sembra neppure un atto di pietà. Nessuna pietà, infatti, c'è stata nei riguardi della più grande. L'altra è rimasta in vita, probabilmente, perché è riuscita a nascondersi bene. O il killer non sapeva che ci fosse.

E, anche in questo caso, è strano. Chi pianifica sa esattamente chi ci sarà, quando e dove nel luogo prescelto per portare a termine l'azione criminosa. Magari si tratta davvero di una vendetta o di un regolamento di conti, ma esistono anche gli spree killer. Quelli che pianificano poco o niente e che, a un certo punto, avendo a disposizione un'arma, escono in strada e fanno una strage. Solo per il gusto di farla. Senza troppo preoccuparsi di cosa succederà dopo.

Ma forse ha ragione la polizia francese. Ed è una semplice, tragica vendetta.

Correlati