Sacro e profano

9 Febbraio Feb 2013 0145 09 febbraio 2013

Il problema dell'arrivismo nel nesso Genitori e adolescenza

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Se nelle famiglie, a volte, i rapporti sono minati da problematiche come l’arrivismo esasperato, il nesso genitori e adolescenza è destinato ad assumere valori sempre più negativi. Aprire al dialogo come scelta percorribile e altruistica.


L’educazione dei figli è un tema delicato, di notevole responsabilità e di cruciale interesse per i risvolti sociali. Le frasi: “è un ragazzo difficile” oppure “è senza speranza” o ancora “uno così meglio perderlo che trovarlo” sono entrate a pieno diritto nel vocabolario di chi facilmente, fuori dal contesto familiare, punta il dito verso gli adolescenti. Sul nesso tra genitori e adolescenza, si sono spesi fiumi d’inchiostro, ore e ore di dibattiti televisivi, appassionanti dirette che spiattellano le più intime vicende familiari. Ma come recita un detto sempre attuale: “i panni sporchi si lavano in famiglia”, in quel nucleo fondamentale e basilare nel quale cresciamo e formiamo la nostra personalità, sin da piccoli. Ponendo basi solide all’interno di quella fragile pianticella che è il bambino, sarà più difficile, per l’arbusto di domani, vacillare al primo temporale. Sempre più spesso, invece, accade che l’adolescente è caricato di eccessive pressioni, succede che il culto dell’arrivismo esasperato concorre – insieme a molte altre cause – a creare disagi. L’adolescente potrebbe avere così una pressione tale che sarà difficile da controllare. Tra le possibili valvole di sfogo per non scoppiare ci sarà l’aggressività, la veemenza nei rapporti tra genitori e figli, nei rapporti tra coetanei e con se stessi. È bene analizzare i risvolti dell’arrivismo adolescenziale, ma è ancor più importante studiarne le cause, i presupposti.


Un differente approccio nelle dinamiche tra genitori e adolescenza, nel rapporto più intimo e personale tra genitori e figli, potrebbe essere una soluzione. Tutto si riconduce alla base, al nucleo di quel contesto che è la famiglia. Capire che non è una sconfitta arrivare secondi, bensì un traguardo ancora più difficile del vincere. Secondo questa lettura, nel momento in cui l’adolescente sarà chiamato a svolgere un’attività, l’affronterà con un coinvolgimento che premia la squadra piuttosto che il singolo. Se i genitori coinvolgessero i figli in delle attività in cui lo spirito del gruppo prevale sulle individualità, l’adolescente potrebbe recepire più facilmente l’idea di una sana competizione che non sfoci in arrivismo a tutti i costi. Entrare in tale logica presuppone l’accettazione del messaggio cristiano delle Beatitudini. Il rimando “Beati gli ultimi perché saranno i primi” presuppone la convinzione che l’impegno è fondamentale. In ogni attività nella quale l’adolescente sarà chiamato a rispondere, l’impegno è la chiave che apre tutte le porte.
Nel rapporto tra genitori e figli, canalizzare l’impegno affinché si possa ricavarne energia positiva, stabilirà vantaggi per entrambe le parti: i genitori perché non saranno in eterno conflitto con i figli e quest’ultimi perché vivranno più serenamente il loro status adolescenziale. Smorzare il conflitto intergenerazionale attraverso il messaggio cristiano offre un guadagno ben oltre l’immaginabile. Nel concreto, quale beneficio nell’abbandonare le logiche del primeggiare a tutti i costi? La speranza di un benessere fisico e spirituale che concorre a un appagamento frutto dell’impegno profuso che mette in pace con la propria coscienza. Certo, questa non è l’unica strada per trovare una quiete fisica e spirituale ma è una delle percorribili. Sponsorizzare il dialogo familiare è fondamentale per incanalare l’aggressività adolescenziale nella strada che porta alla tolleranza e all’accettazione, nella strada opposta a quella dell’individualità, vera fabbrica dell’egoismo. Se l’adolescente mostra un comportamento scontroso, un atteggiamento equilibrato, sapientemente dosato tra l’autorità del genitore e la confidenzialità dell’amico, potrebbe aiutarlo a esprimere le sue posizioni, ad affermare il suo punto di vista più serenamente. La forza della famiglia ha un ruolo determinante: attraverso la testimonianza quotidiana dei coniugi, i figli possono trarre spunti positivi nei rapporti interpersonali. Il messaggio evangelico è una via percorribile. Quale migliore esempio comportamentale di quello preannunciato dalle Beatitudini! Concretamente, se l’adolescente percepisce tranquillità e dialogo, non proietterà all’esterno ciò che impara in famiglia? A tavola durante il pasto, così come nei tempi morti, instaurare un dialogo equilibrato, con il pretesto più blando, può aiutare alla pratica dell’ascolto e non dell’egoismo.


Nesso genitori e adolescenza: quale futuro? Speranzoso e carico di aspettative. Il periodo adolescenziale è cruciale per lo sviluppo della fase adulta. In tale periodo, l’identità del ragazzo acquisisce maggiore consapevolezza e contezza dei propri mezzi. Oltre a quelli propri, il compito della famiglia è garantirne di nuovi e duraturi. È fondamentale che l’adolescente acquisisca stima in sé e nel rapporto con gli altri, senza dover primeggiare a tutti i costi, comprendendo il valore del partecipare, del dare il proprio contributo con impegno e altruismo. È altrettanto importante avere una buona dose di pazienza, sensibilità, attenzione e comprensione per potersi avvicinare al ragazzo. In fin dei conti si sta parlando del futuro dei propri figli, del lascito alle nuove generazioni.


Dario Cataldo



Articolo scritto per TempoVissuto in data 01/02/2013
Link: http://www.tempovissuto.it/index.php/magazine-editoriali/il-problema-dellarrivismo-nel-nesso-genitori-e-adolescenza/

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