Sensi e controsensi

26 Giugno Giu 2012 1721 26 giugno 2012

UN CASO RARO ANZI RARISSIMO

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amiche



Milano. Due donne non più tanto giovani: la prima bellissima, elegante, imponente; la seconda minuta, angolosa, asimmetrica, occhiali dalle lenti spessissime, si incontrano nel 1956 alla Scuola Media Arconati di Milano, dove insegnano, tutte e due, italiano, latino, storia, geografia. Sono Lalla Romano, che con il beve romanzo “Maria“ ha già vinto un premio internazionale, e Daria Menicanti, una delicata e sconosciuta poetessa. Lalla è sposata con il bancario Innocenzo Monti,  pacato, intelligente, comprensivo.  Ha un bambino, i loro rapporti sono difficili. Pietro  è geloso  del tempo che lei dedica alla scrittura e alla pittura. Daria è sposata con Giulio Preti, filosofo geniale e uomo  spinoso, dal quale si è separata  con molto dolore. Frau le due “colleghe“ nasce un’amicizia che non si spegnerà mai, e tale si rivela nei momenti più duri delle loro esistenze: le malattie, la morte di Innocenzo e della madre di Lalla, i problemi con le case editrici, le difficoltà  che Daria  trova per farsi  pubblicare, il suo ricovero in una casa di riposo in provincia di Como . Due vite intense  e differentemente sofferte. Quella di Lalla, conclusa con il riconoscimento di grande e indiscussa scrittrice. Quella di Daria, “una delle più vive e schiette nella sua nuda semplicità e serenità“, come scriverà Sergio Solmi, più in ombra e addirittura umiliata. Quando Emilio Sereni, direttore Editoriale della Mondadori che le aveva già pubblicato „Città come“  con grande successo di critica (e persino di vendite) improvvisamente muore, è liquidata dal suo successore con uno sgarbato e brusco: “Noi pubblichiamo solo Nobel e autori di altissimo rango“. Una parte del carteggio fra Lalla e Daria è stato esposto in mostra alla Casa del Manzoni. Lettere scritte a mano, cartoline, dediche di libri: “fraternamente“, “con imperituro affetto“, “a te che sai“. Archeologia, per chi non sa nulla di loro; e sono molti. Cose del secolo passato. Cose di donne. Come negarlo. Non fosse che il carteggio ha una sua utilità, una sua attualità universale. Ogni parola fra Daria e Lalla ,è un diamante. Asciutta, profonda, pensata, mira dritta al problema, lo  affronta di petto. Nessuna delle due amiche è in grado di dare consigli a quell’altra, di offrire soluzioni, consolazioni. Piuttosto, l’una condivide il dolore dell’altra;e nel senso letterale del termine, ne prova compassione.  Sbalordisce, di Lalla e Daria, l‘assoluta mancanza di retorica con la quale solitamente si “condivide“ e ci si “conduole“. E ancora di più meraviglia il fatto che due scrittrici, due artiste,  siano riuscite a  tener viva fino alla fine una reciproca e vera amicizia. Il caso è rarissimo, forse irripetibile. E se cominciassimo, seriamente, a parlarne?

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