Sensi e controsensi

3 Dicembre Dic 2012 1659 03 dicembre 2012

Amleto secondo Herlitzka

  • ...

Milano. Dei quaranta spettacoli  con i quali  il “Franco Parenti” festeggia il suo quarantesimo compleanno; fra i sei messi in scena  dal “progetto Amleto” per ricordare il primo, ”Ambleto” di Testori interpretato dall’ incomparabile e indimenticabile attore che ha dato il nome a questo indomito e coraggioso teatro; il terzo in ordine di tempo dopo il disperato ”Hamletas”di Eumuntas Necrosius e il folle coloratissimo “Amleto2” di Filippo Timi, è ”Examleto” di e con Roberto Herlitzka: 75 anni e fuori tempo massimo, quindi; se non fosse Herlitka, appunto. Monologo di novanta minuti senza intervallo. Seggiola da sacrestia. Teschiolino, spadina, bacchettina che fa da scettro sul pavimento. Luci bianche, nere, grigie. Raffinata e classica “mise” di velluto a coste con giacca senza revers e camicia bianca altrettanto scollata. La faccia scavata come una maschera di legno affumicato dal tempo. Gli occhi infossati e le mani mobili, lunghe, parlanti. La voce. La sua. Spericolata negli alti, nei bassi, nel drammatico, nel cupo, nel grottesco, nel compassionevole. Prova da mozzare il fiato di un attore che nel suo lungo e sempre più  intenso lavoro non è mai riuscito a interpretare ”Amleto”, del quale peraltro si ostina a vedere e rivedere solo quello di Laurence Olivier; e adesso, mentre onestamente ammette di non poter più interpretare causa età e, forse, fin troppo eccessivo affollamento di interpreti, racconta a modo suo, secondo il suo punto di vista, le sue infinite esperienze.

Correlati