Sensi e controsensi

21 Gennaio Gen 2013 1259 21 gennaio 2013

Quei matti del Franco Parenti

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Andree Ruth Shammah e Franco Parenti fondatori dello storico teatro milanese in via Pierlombardo.



Milano.Una giovane regista con esperienze già forti con Eduardo de Filippo e il Piccolo Teatro di Paolo Grassi e Giorgio Strehler. Energica, infaticabile, schietta, con buone scuole e buone frequentazioni. Bionda, occhi intensi e luminosi,’inseparabile e interminabile sciarpa colorata su pantaloni, maglioni, soprabiti neri. Una di quelle capace di tagliarsi la lingua pur di non dire,di cosa o persona,”carino”. E inevitabilmente umorale. Un attore di mezza età nato nel cabaret e teatro leggero, approdato a Shakespeare e Pirandello. Fondatore di gruppi teatrali, autore radiofonico di strepitoso successo, storico componente del “trio Fo, Durano, Parenti”. Idealista, schivo , miope come una talpa, di aspetto arruffato e voce cavernosa. Uno scrittore e pittore mistico e disperato, dallo sguardo azzurro, impavido e sempre un po’ allucinato. Un letterato raffinato,appassionato filologo della lingua lombarda e acuto studioso di Manzoni, Porta, Gadda. Andrèe Ruth Shammah, Franco Parenti, Giovanni Testori, Dante Isella che nel gennaio dell’anno 1973, nella strada omonima e in un cinemino dismesso verso Porta Romana fondano il Teatro Pier Lombardo; e il 16 dello stesso mese debuttano con “Ambleto” scritto da Testori,protagonista Parenti, diretto da Shammah,parte integrante della”trilogia degli Scarrozzanti che comprende anche“Machbetto” e “Edipus”. Non è una trasposizione di testi noti e famosi; piuttosto, una visione amara, spassosa, avvincente e attualizzata in un lombardo influenzato dai più disparati dialetti italiani e dalle lingue straniere. Operazione intellettuale coraggiosa e di spettacolare rottura, modello di recitazione incomparabile, regia intramontabile, e la scrittura spericolata, mai abbastanza amata, valutata e rimpianta di Testori,”Ambleto” è un capolavoro. Quarant’anni dopo, festa di compleanno organizzata Andrèe Ruth Shammah, unica sopravvissuta ai gloriosi compagni e direttrice del Teatro, che in onore del potentissimo attore ha preso il nome di Franco Parenti. Proiezione del memorabile ”video” davanti a un pubblico attento e plaudente. Moltissimi i giovani che lo vedevano per la prima volta e le testimonianze, più che commosse, riconoscenti,di chi allora c’era. Annuncio ufficiale che il Ministero dei Beni Culturali ha stanziato un milione e mezzo di euro per la ristrutturazione della “Botta”, la bella e utilissima Piscina comunale Caimi facente parte complesso del”Parenti”: ”un percorso di cultura,sport e svago per tutti”, ha assicurato Shammah. Infine, conclusione del”Progetto Amleto”, una serie di versioni sulla tragica storia riscritta e ridetta da Nekrosius a un gruppo dello Zimbawe, Filippo Timi, Roberto Herlitzka, Dario Manfredini, con “Amletofelia” di e con Dario D’Ambrosi: artista internazionale e caparbio che,indagando sulla follia, vuole”ridare dignità al matto.

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