Sensi e controsensi

6 Marzo Mar 2014 1929 06 marzo 2014

La bella Italia

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Francesco Petrarca

Anche questa è l’Italia. Metti domenica scorsa, fra i colli euganei e la pioggia. Alla ricerca di Arquà Petrarca dopo aver cambiato due volte strada, causa allagamenti. I colli euganei sono in forma di cono, talvolta a punta acutissima, talvolta stondata; e dal momento che all’improvviso diradano per poi riapparire in una sorta di triplice quinta, paiono arcani e misteriosi. Qualcosa di magico devono comunque nascondere fra la loro sterpaglia ancora invernale: basta un brevissimo passo di luce per svelare i loro dorsi gremiti di mandorli in fiore. Arquà Petrarca pare infatti avvolta in un velo violetto da sposa visto fra la pioviggine e al vento della tramontana; e forse l’antico borgo era così, remoto e struggente, quando, dopo tanto girovagare fra l’Italia e la Francia, il Poeta del Canzoniere lo scelse per vivere i suoi ultimi anni, e morire. Arquà Petrarca è già bella di suo. Case di pietra e mattoni, un lavatoio e una loggia millenari, stradine fra gli orti gremiti di giuggioli e ulivi. Spira, quassù, un’aria gentile. Il giovane barista dagli intelligenti occhi celesti e l’impeccabile cravattino sulla camicia immacolata, spiega con civilissimo orgoglio che questa è terra di sagre, di feste, e di un turismo beneducato, che compera l’olio, il liquoroso ”brodo di giuggiole” e le ”charlottes” ripiene di marmellata, soltanto dopo aver visitato la casa di Petrarca, in fondo a una stradetta in discesa fra i broli e dietro un cancelletto di ferro dal quale si intravvede un giardinetto di bossi tagliati all’italiana. Apre una ridente ragazza in giubbotto; e mentre consiglia di vedere un bel video sui viaggi e la vita del innamorato di Laura nella saletta adibita a cantina dalla famiglia Petrarca, ( ”così si capisce subito meglio” ), fa la sua comparsa anche il gatto Baffo, bianchissimo e vigile vicino alla cassa( 4 euro interi, 2 ridotti, vale la pena). La casa è su due piani. Le stanze sono poche, con magnifici soffitti, camini, e qualche resto di affresco. Dalle finestre e la loggia, la vista è larga e magnifica. Alcune teche contengono libri e oggetti rari. Un vetro protegge il vano di una finestra sul brolo coltivato a ulivi e lauri. La quiete è assoluta, invasa da un sentimento di bellezza e misura. Stupisce il fatto che tutto sia mantenuto e tenuto in maniera esemplare. Non la solita polverosa e astratta atmosfera da museo. Ma pavimenti di cotto lustri come specchi, non un granello di polvere sulle teche e sui mobili , i vetri puliti, il minuscolo bookshop ordinatissimo. Racconta Simonetta Trentin: ”siamo la quarta generazione di custodi. La Casa appartiene al Comune, ma noi l’amiamo e la teniamo con cura: Petrarca, per noi, è uno di famiglia”.La pioggia se ne va ma poi ritorna, dicono da queste parti. Infatti il sole risplende mentre mi sposto alla Villa dei Vescovi, località Lovigiano di Torreglia: come Arquà Petrarca, a un soffio da Padova. Adesso, i mandorli sfolgorano nel loro classico rosa confetto, mentre i colli si moltiplicano a vista d’occhio. Villa Vescovi non è la casa di un poeta famoso, ma di un potentissimo vescovo; non a caso, la musica è tutta diversa. Questa è una residenza, maestosa, principesca, ricchissima. Disegnata da Falconetto, Giulio Romano, Andrea da Valle. Con due loggiati e vista da togliere il fiato. Saloni affrescati. Affascinanti prospettive di corridoi e scale. Arredi antichi e modernissime luci. Caffetteria sobria, elegantissima. Toilettes ineccepibili. Tutto in ordine, pulito, non un serramento malchiuso, una poltrona in disordine. L’ultimo proprietario è stato il conte Vittorio Olcese. Insieme alla prima moglie Giuliana, aveva già in mente da anni di farne dono al FAI. C’è riuscito con la seconda moglie Maria Teresa Valoti e il loro figlio Pierpaolo. E anche questa è l’Italia. Meglio. Anche questi sono gli italiani. Bisogna saperlo.PS. Anche se mi piacerebbe incontrare il proprietario di una villa di Montegrotto che ha tagliato un olivo in forma di tanti palloni.Vorrei conoscerlo e domandargli perchè.

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