Silenzio in sala

11 Marzo Mar 2013 1141 11 marzo 2013

Il lato positivo di Hollywood

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Il lato positivo è che, anche nel 2013, negli Stati Uniti, tra un blockbuster pieno di effetti speciali e un filmone in costume dal budget stellare, ci sia chi ha il tempo e il coraggio di fare un film come Il lato positivo. Il lato positivo è che un regista e sceneggiatore della delicatezza di David O. Russel (The Fighter) abbia trovato il suo posto a Hollywood e nell'Accademy dopo qualche flop e mille difficoltà.

Con un virtuosismo mai superfluo, ma sempre funzionale al racconto, Russel ha raccontato una storia bellissima. Romantica, ma lontana dagli stereotipi della commedia sentimentale almeno quanto lo è da quelli del dramma alla Nicholas Sparks. Il lato positivo è un film che con delicatezza e ironia descrive una condizione umana estremamente complessa, come quella del composito mondo dei disturbi mentali. E lo fa con un cast straordinario, che restituisce un Robert De Niro in grande spolvero dopo una serie di interpretazioni non troppo azzeccate, che consegna finalmente un Bradley Cooper in un ruolo di spessore drammatico che rende giustizia alle sue doti e alla sua preparazione da Actors Studio, e che conferma il meraviglioso talento e la genuina bellezza di Jennifer Lawrence (Oscar centrato al secondo tentativo dopo la nomination per Un gelido inverno).

Un film che vive di ottimismo, che racconta la potenza dei sentimenti, capaci di andare oltre ogni medicina e di restituire la vita a chi se l'era vista cadere in pezzi davanti agli occhi. Ancora una volta, come già in The Fighter, al centro del racconto di Russel c'è il tema della seconda occasione, del riscatto sociale e intimo. Quello che Pat (Bradley Cooper), appena uscito da una clinica psichiatrica dopo aver pestato a sangue fin quasi a ucciderlo l'amante della moglie colto sul fatto, non può trovare se non lasciando andare l'amata Nikki (Brea Bee). Quello che ha il volto e il nome di Tiffany (Jennifer Lawrence), una giovanissima vedova piena di isterismi e nevrosi, ma decisa, più di Pat, a voltare pagina.

Tra loro si instaura un legame elettrico fin da subito, fin dal primo incontro, ma Pat non lo capisce. Saranno gli allenamenti per una gara di ballo e la condivisione della quotidianità a renderlo consapevole di ciò che sta nascendo dentro di lui. Sono loro due a dominare il film, ma è impossibile sottovalutare il personaggio di Pat senior (Robert De Niro), il padre del protagonista, uno scaramantico ossessivo compulsivo, fissato con il football e tifoso degli Eagle che, perso il lavoro, si dà alle scommesse clandestine per tirare su il gruzzolo necessario alla realizzazione di un ristorante. La seconda traccia del film corre dunque lungo l'asse familiare dei Solitano, nel difficile rapporto tra padre e figlio, con la comparsa del fratello Jake a complicare il tutto e la costante presenza della madre Dolores (Jacki Weaver) a fare da collante.

Un bellissimo film sulle relazioni interpersonali che scavalcano le convenzioni sociali, dove la morale comune viene ribaltata in una prospettiva lontana da ogni manicheismo e da ogni logica benpensante.

Voto: 8/10

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