Silenzio in sala

11 Maggio Mag 2013 1617 11 maggio 2013

Iron Man 3, un tripudio di armature

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Il terzo capitolo di una saga, a volte, è il più semplice. Vuoi perché spesso i secondi sono, per qualche oscura e inspiegabile legge del cinema, i peggiori, vuoi perché, qualche volta, col terzo film si chiude il cerchio. Iron Man 3, però, nascondeva più di un insidia. Innanzitutto i primi due erano stati uno straordinario successo globale, poi il cambio di regista aggiungeva un'ulteriore difficoltà alla sfida.

Prima nota positiva: Shane Black non sfigura affatto nel confronto con Jon Favreau, che del film è comunque produttore e interprete. Seconda nota positiva, che poi è la più importante: Tony Stark-Robert Downey Jr. Ancora una volta tutto il bello della storia e della narrazione ruota intorno al multimiliardario produttore d'armi pentito e ubriacone, che con le sue battute taglienti dà vita all'ennesimo One Mah Show capace di superare qualsiasi effetto speciale e la trama stessa del racconto.

Banale ripeterlo: senza lui Iron Man non sarebbe lo stesso. Con il suo carisma, Downey Jr. è riuscito a stravolgere il personaggio dei fumetti Marvel. La conferma del peso specifico del suo personaggio era arrivata nel corale The Avengers, la cui vicenda resta sullo sfondo di Iron Man 3 senza mai invadere eccessivamente il campo. Ed è anche questa capacità di riallacciare i fili coi capitoli precedenti che rende il film scorrevole.

Meno convincenti i comprimari, specialmente gli antagonisti di Stark. L'ambiguità di Maya Hansen (Rebecca Hall) è uno spunto interessante ma poco e male sviluppato. Il suo essere prima buona, poi cattiva, poi di nuovo buona ha una spiegazione appena abbozzata, e la sua uscita di scena è decisamente deludente. Un potenziale straordinario sprecato come quello di Aldrich Killian (Guy Pierce), un villain arroventato, quasi invincibile, che sputa fiamme, super intelligente, che cade in trappola come un dilettante qualunque.

In fin dei conti sono piccoli buchi di sceneggiatura che perdono di significato di fronte alla spettacolarità di scene come quella della distruzione di villa Stark o la strepitosa battaglia finale con le armature telecomandate. Perché a un film così non si chiede la perfezione nella scrittura, ma pure e semplice intrattenimento. E più armature ci sono, più ci si diverte. E non prendete troppo sul serio i propositi di ritiro di Tony. Sicuramente tornerà in Avengers 2, e poi chissà, Pepper (Gwyneth Paltrow) potrebbe diventare ancora più speziata...

Voto: 8/10

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