Silenzio in sala

11 Maggio Mag 2013 1646 11 maggio 2013

Kung fu, rap e pugni di ferro

  • ...



Cosa c'entri un rapper afroamericano con il kung fu è un mistero irrisolto più o meno da una ventina d'anni, quando a Robert Diggs, che da quel momento in poi sarebbe stato per tutti semplicemente Rza, decise di fondare il Wu Tang Clan.

Rapper, però, sarebbe una definizione riduttiva, incapace di rendere giustizia a un artista a tutto tondo, musicista vero, scrittore, attore e ora anche regista. L'uomo con i pugni di ferro, il suo primo film dietro la macchina da presa, è esattamente quello che sembra. Basta leggerne il titolo o guardarne il trailer per capirlo. D'altra parte, quando un film è presentato da Quentin Tarantino e co-sceneggiato da Eli Roth, uno sa decisamente cosa aspettarsi.

Botte e sangue, vendetta, amore e sesso, con quel mix tra western e arti marziali che attinge a piene mani dal cinema di genere con cui Rza è cresciuto. L'esordio da regista è eccellente. Inquadrature, fotografia e montaggio sono convincenti, un po' meno, invece, la scrittura. Troppi personaggi rendono la prima parte del film confusa e frenetica, tutto accade troppo rapidamente perché lo spettatore riesca a dare un significato a una trama che altrimenti sarebbe delle più semplici. La voce narrante aiuta, ma al tempo stesso penalizza e appesantisce la pellicola.

Il ritmo cambia completamente nella seconda parte, quando una digressione ben costruita racconta la storia di un ex schiavo degli Stati Uniti del Sud e di come, affrancato dal suo padrone in punto di morte, sia stato costretto a fuggire per sempre approdando, trascinato dalle onde del destino, sulle coste cinesi. E di come una volta raggiunto Jungle Village abbia saputo trasformare la sua formazione da fabbro in un modo per guadagnarsi da vivere fabbricando armi e vendendo morte. Ma a muovere le azioni di Thaddeus non è l'odio, bensì l'amore. Quello per Lady Silk, splendida bellezza dagli occhi a mandorla costretta a prostituirsi nel bordello di Madam Blossom (Lucy Liu).

Sarà questa casa di piacere a fare da sfondo allo scontro finale tra i traditori del clan dei Lion, che hanno ucciso il loro capo per impadronirsi di un ingente quantità di oro proveniente dalle casse governative, il figlio di quest'ultimo, X Blade, l'inglese Jack Knife (un Russel Crowe decisamente sovrappeso e forse anche per questo particolarmente credibile nel ruolo del laido edonista dedito ad alcol, droghe, sesso e squartamenti di vario genere), l'uomo con i pugni di ferro Blacksmith (Rza) e la sua nemesi Brass Body (l'ex wrestler David Bautista). E visto che il ferro, si sa, è più duro dell'ottone, e che il buono alla fine vince sempre, l'esito dello scontro è già segnato. Un film per appassionati: di rap o arti marziali, con una colonna sonora semplicemente da urla, strictly made in Rza.

Voto: 6,5/10

Correlati