Silenzio in sala

15 Giugno Giu 2013 1531 15 giugno 2013

After Earth, Will Smith copia tutti

  • ...



Diciamoci la verità, di un film come After Earth non avremmo mai sentito la mancanza, anche solo per il semplice fatto che ne abbiamo avuti a centinaia di simili.
E non è un discorso di genere o sottogenere, ma di tematiche e addirittura immagini e personaggi già visti (con una resa decisamente migliore) in altre pellicole. L'ultimo film di fantascienza fortemente voluto da Will Smith, che è tornato a recitare con il figlio Jaden, è un lungo collage di piccoli plagi, affidato a un regista meno che mediocre che per puro caso alla fine degli Anni 90 ha sfornato un gioiello come Il sesto senso, che ancora oggi gli permette di vivere di rendita.

Il mondo su cui gli uomini si trasferiscono quando la Terra diventa inabitabile ricorda parecchio Il pianeta delle scimmie (il primo e unico) e solo un po' meno Tatooine di Star Wars. L'ursa, il nemico più terribile sguinzagliato contro i coloni da un misterioso popolo autoctono che non appare mai nel film, è un mostro che sembra nato da un bizzarro incrocio tra Alien e gli insetti giganti di Starship troppers. C'è persino l'aquila di Gandalf, che però stavolta tiene famiglia e pulcini da sfamare. Anche le scenografie, nettamente la parte migliore del film, si avvicinano tanto a qualcosa di già visto e devono molto ad Avatar, dal quale After Earth riprende anche la tematica ecologista, sebbene in questo caso il confronto più immediato venga da farlo con Wall-E.

Anche il rapporto tra padre e figlio, spina dorsale della narrazione, non convince fino in fondo. Niente a che vedere con La ricerca della felicità, dove Will e Jaden duettavano alla perfezione strappando emozioni e qualche lacrima al pubblico. Stavolta siamo davanti a un uomo incapace di mostrare i propri sentimenti e a un ragazzino disposto a tutto pur di conquistarsi la sua attenzione. Banalotto. Pure lo sfondo apocalittico scelto per dipingere il ritratto di famiglia è stato già utilizzato (meglio) in The Road (John Hillcoat, 2009). L'inespressività del generale Cypher Raige mortifica le straordinarie doti di Will Smith, uno sfregio reso ancora più inaccettabile dal fatto che l'attore se lo sia auto inflitto scrivendo in prima persona il soggetto. Nemmeno il buon livello degli effetti speciali riesce a salvare una sceneggiatura piena di buchi, che lascia irrisolta più di una questione.

Bisogna attendere un'ora e mezza per sentire una battuta che strappi un sorriso, tutto il resto, per dirla alla Califano, è noia. Sarà anche premiato dagli incassi, salvando la carriera di M. Night Shyamalan,  ma di After Earth se ne poteva fare a meno. Meglio, molto meglio, la stupidità naif di Wild Wild West.

Voto: 4,5/10

Correlati