Silenzio in sala

29 Agosto Ago 2013 1402 29 agosto 2013

Kick Ass 2: botte da orbi, come prima più di prima

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Ci sono film che ti restano nel cuore, che non smetteresti mai di vedere e citare, e che, diciamolo senza alcun timore, segnano per sempre la storia del cinema. Quando nel 2010 uscì Kick Ass fu subito un successo, aiutato in Italia da una distribuzione così miope da ritardare di un anno l'uscita nelle sale perché un film pulp e violentissimo interpretato da teenager, ma vietato al pubblico coetaneo, sembrava un rischio troppo grosso da correre.

La verità è che Kick Ass non è un film per bambini, forse nemmeno per adulti in senso stretto, ma è perfetto per quella gamma di spettatori sempre più vasta che anagraficamente ha superato l'adolescenza ma che dentro continua a essere estremamente nerd e geek. E tutti aspettavamo il ritorno di Dave e Mindy come fosse quello di due vecchi amici. Kick Ass e Hit Girl (finalmente vera protagonista), di nuovo insieme per una nuova avventura piena di botte e sangue, ancora più violenta del primo capitolo, con un linguaggio sempre più triviale che continua a fare a pugni con il volto di bambina di Chloe Moretz e con quello di bravo ragazzo di Aaron Johnson.

Si potrebbe discutere a lungo sulla sottotraccia di critica antropologica al mondo dei social media del film, si potrebbe e ce ne sarebbe motivo. Ma sarebbe anche abbastanza paraculo, perché la verità è che di Kick Ass 2 piacciono soprattutto i calci, i pugni, le roncolate. Piace il paradosso finalmente esplicitato di una ragazzina che si sforza di vivere la sua adolescenza senza avere mai avuto un'infanzia, capace di riconoscersi allo specchio solo con la maschera nera sugli occhi e il caschetto viola in testa. Perché se il secondo capitolo paga l'assenza dell'effetto sorpresa che era stato motore e anima del primo, il team di sceneggiatori guidato da John Romita jr. e Mark Millar ha cercato di sopperire con uno sguardo più introspettivo, senza per questo perdere lo spirito puramente pulp della saga.

Straordinaria la regia di Jeff Wadlow, capace di non far rimpiangere quel Matthew Vaughn che aveva firmato il primo capitolo prima di prestarsi agli X-Men, perfetta l'interpretazione del cast, dai confermatissimi Aaron Johnson, Chloe Moretz, Christopher Mintz-Plasse e Morris Chestnut, a una serie di nomi nuovi tra i quali spicca certamente il "pentito" Jim Carrey («ho sbagliato a fare un film tanto violento», ha detto dopo aver interpretato uno strepitoso colonnello Stars and Stripes) e che annovera anche Donald Faison (il Turk di Scrubs leggermente invecchiato e trasformato in Dr. Gravity). Nuovi "super" eroi, nuovi nemici da affrontare (strepitosa Mother Russia, perfetta versione femminile di Zangief di Street Fighter), nuovi bulli direttamente dal mondo reale.

Se Kick Ass era un capolavoro e, probabilmente, capostipite di un nuovo genere, questo è un sequel decisamente riuscito. E potrebbe anche non essere finita qui...

Voto: 7,5/10

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