Silenzio in sala

5 Novembre Nov 2013 0048 05 novembre 2013

Machete uccide... per 108 minuti di fila

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L'ambientazione sembra quella di Star Wars, ma al posto dei capelli biondi di Luke Skywalker c'è la faccia butterata di Danny Trejo. Come Machete possa essere finito in una stazione spaziale lo si scoprirà solo un'ora e mezza più tardi, ma questa, comunque, è un'altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta. Il finto trailer iniziale, che preannuncia il terzo capitolo della saga di Robert Rodriguez, è solo un modo per introdurre Machete Kills. Per il momento l'ex federale più duro del mondo rimane dalle parti del deserto al confine tra il Texas e il Messico.

E già alla prima sequenza è subito carneficina. Machete taglia due teste e apre un narcotrafficante a metà. Con lui c'è Sartana (Jessica Alba), che alla fine del primo capitolo era salita in sella alla sua moto partendo verso una meta ignota. Per 108 minuti provano a farlo fuori, in tutti i modi, lo appendano anche a un cappio. Alla fine saranno più di 100 i cadaveri lasciati per terra, al ritmo di uno al minuto, ma non il suo.

Perché «Machete non muore mai», e se il presidente degli Stati Uniti (Charlie Sheen, per la prima volta in carriera accreditato col suo vero nome, Carlos Estevez) lo convoca per una missione speciale, si permette anche di dirgli: «Si trovi un altro». Vecchio incorreggibile Machete. Ha imparato a mandare messaggi col telefonino, ma ancora «non twitta», e rimane circondato dalle donne: una più bella dell'altra (guarda la photogallery). C'è Miss San Antonio (Amber Heard), reginetta del concorso di bellezza e agente segreto. C'è, ancora, Luz/Shé (Michelle Rodriguez), col fascino selvaggio della rivoluzionaria orba. C'è, assetata di sangue maschile, Madame Desdemona (Sofia Vergara), che gestisce un bordello ma è tormentata dal suo passato, e trasforma le sue ragazze (Vanessa Hudgens e Alexa Vega) in pericolose assassine.

E poi ci sono i cattivi. Tre in tutto, anche se uno ha ben quattro volti diversi. Mendez (Damian Bichir), l'ex narcotrafficante diventato un rivoluzionario con personalità plurime; Voz (Mel Gibson), il produttore d'armi visionario che ha un folle progetto da realizzare e vede il futuro, pur non riuscendo fino in fondo a capire Machete, perché «Machete capita»; Camaleon (Walton Goggins, Cuba Gooding jr, Lady Gaga e Antonio Banderas), un cacciatore di taglie dall'identità ignota e mutevole. Un cast stellare, che ai grandi nomi di Hollywood unisce quello di una popstar al suo esordio cinematografico. E tutto nonostante un budget risicatissimo, che si aggira intorno ai 20 milioni di dollari.

Per far tornare i conti, Rodriguez ha girato in 29 giorni e risparmiato sugli effetti speciali. L'effetto B-Movie è convincente. I titoli di testa sono un piccolo gioiello, l'inizio e la fine convincono, la parte centrale meno. Sia chiaro, il livello di azione resta sempre sopra la media, ma subisce una brusca frenata proprio nel bel mezzo di una narrazione paradossale eppure convincente. Il tutto condito dalle solite gag e da dialoghi che mantengono perfettamente lo spirito del primo capitolo. Tra citazioni e autocitazioni, Rodriguez regala un altro omaggio al cinema degli Anni 70, e un po' si prende gioco di quello moderno e iper-tecnologico. Per tutti questi motivi, pur non avendo la forza innovativa e l'impatto di Machete, Machete Kills è un film godibile. Soprattutto per gli appassionati del genere che già attendono il terzo capitolo: Machete Kills Again... In Space.

Voto: 6,5/10

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