Soffiati il naso col pettine

23 Marzo Mar 2013 1335 23 marzo 2013

L'inutile abbecedario dei giornalisti di palazzo

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Il sentiero stretto. Il doppio binario. L’offerta irricevibile.
A leggere i giornali, in questi giorni di crisi politica, sembra di avere in mano un sussidiario: ci sono formule base che i cronisti di palazzo devono usare per sentirsi tale, e pazienza se alla fine non dicono nulla, o si inventano le cose, o producono analisi che oggi valgono un titolo e domani il suo opposto.
Il loro lavoro è scrivere, si dirà. Verissimo. Ma negli articoli di questi giorni c’è un odore di muffa (linguistica e non) che mi pare in qualche modo riconducibile proprio al successo di Beppe Grillo e dei suoi roboanti (quando non deliranti) messaggi. I giornalisti staranno anche raccontando una situazione totalmente inedita, ma lo fanno con formule così stantie che gridano vendetta. E mettono amaramente in luce tutta la crisi che attraversa l’editoria, seppure normalmente calcolata con altri parametri. C’è bisogno di aria nuova anche nei giornali, di rinnovamento, di freschezza. Se i cronisti non sono capaci di trovare parole nuove per raccontare qualcosa che non è mai successo prima, sorge il sospetto che anche la loro penna sia da rottamare. Come la vecchia politica.

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