Soffiati il naso col pettine

27 Marzo Mar 2013 1853 27 marzo 2013

Battiato e Grillo, l'ipocrisia inversamente distribuita dell'Italia

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Quando Franco Battiato cantava «per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare/quei programmi demenziali con tribune elettorali/ e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti/siete come sabbie mobili tirate giù», i Crocetta le Boldrini i Vendola si spellavano le mani, plaudendo all'onestà intellettuale, al coraggio, al libero pensiero.
Dire oggi che l'onestà intellettuale, il coraggio, il libero pensiero spesso sono inversamente proporzionali ai ruoli occupati nella gerarchia istituzionale è quasi banale. Forse ingeneroso. Ma comunque necessario.
Almeno considerata la pubblica reprimenda scatenata dall'uscita squisitamente battiatese sulle «troie in parlamento», che non è riferito alle gentili di cui si è scritto in Mignottocrazia - come sanno tutti quelli che almeno una volta hanno ascoltato Battiato, prima di applaudirlo - bensì ai venduti e doppiopesisti che accampano sugli scranni.
Battiato, insomma,  ha detto quello che pensano tutti.
Di più: ha detto quello per cui il senatore Sergio De Gregorio è imputato a Napoli, Valter Lavitola è in galera e Domenico Scilipoti viene sempre indicato come caso scuola, giusto per restare agli esempi più eclatanti.
Poi, certo, le parole sono state improvvide: avesse usato un paio delle metafore che abbondano nei suoi dischi, Battiato sarebbe ancora al suo posto. Invece, «troie in parlamento» è stato un oltraggio insopportabile per tutti (votare per difenderle, le signorine che allietavano le serate di Arcore e l'uomo che le pagava, però, non è stato parimenti insopportabile). E nessuno è andato oltre alla forma: troie è troie, e pazienza se una volta ci si esaltava quando Battiato professava le sue scomode verità.
Fin qui, però, si tratta di una storia di ordinaria ipocrisia, come tante se ne sono viste in questo Paese intrinsecamente democristiano
Il paradosso, invece, arriva con Beppe Grillo. Che, dai palcoscenici, dal blog e da Twitter, passa la giornata a insultare politici, istituzioni, presidente, giornalisti e, ovviamente, quelli che hanno idee diverse dalle sue.
Oggi, per dire, Grillo se ne è venuto fuori dicendo che «i Bersani, i D'Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti sono padri puttanieri».
Se davvero ci formalizzassimo e volessimo difendere l'onore del Paese, basterebbe per interdirgli l'accesso ai palazzi. Invece domani gli riserviamo l'onore di decidere del futuro politico dell'Italia.
Viva l'onestà intellettuale.

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