Stagisti per caso

11 Maggio Mag 2016 0737 11 maggio 2016

Maledetto fu lo Spam: il mio viaggio è iniziato con Giulia

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-Ha controllato la mail nelle ultime h48?
-Guardi, in realtà io la controllo una ventina di volte al giorno.
-Le abbiamo mandato una e-mail alla quale non ha risposto e avremmo bisogno di una conferma entro h24.
-No guardi, io ho la mia casella aperta in questo momento e non mi è arrivato davvero niente.
-Ma lei…ha controllato anche lo SPAM?

È il caso proprio di dirlo: maledetto fu lo Spam!
Pausa caffè in un lungo pomeriggio di tirocinio estivo. Dimentico il telefono sulla scrivania. Chiamata persa, numero anonimo: le solite pubblicità. Richiama, insiste. Rispondo: un mare di parole di cui una desta finalmente la mia attenzione: Unione europea. La successiva ora di tirocinio è stata un continuo illuminare lo screen del cellulare per vedere i minuti scorrere, o meglio, non scorrere. Per non parlare dei lunghissimi 8 minuti alla fermata dell’autobus nell’attesa del mitico 53, compagno di vita: un’attesa “estenuante”. Arrivata a casa penso di aver riletto la mail almeno cinque volte consecutive. E poi forse altre venti non consecutive, prima della mezzanotte. Ventiquattro ore erano chiaramente poche per prendere una decisione ponderata. Non c’era altra alternativa: accetto! Sapevo che solo una persona non mi avrebbe supportata in questa decisione:

-Nonna senti io parto…
-Dove vai?
-A Bruxelles
-Si vabé, certo…
-Nonna mi pagano,
-Questa è bella, davvero? Quanto stai?
-Cinque mesi….che dici posso?
-Vabé, ma solo se mi prometti che ti laurei! Così poi dopo ti sposi…

Due mesi dopo ero in aeroporto con ben tre ore di anticipo e quattro valigie. Non sapevo ancora che il caffé bevuto a Fiumicino sarebbe stato l’ultima dose di vera caffeina per molto, troppo, tempo. Durante il volo non sono riuscita a chiudere occhio. Ero già stata Bruxelles e il mio impatto con la città non era stato dei migliori: in sole h24 di visita ero riuscita e baccare l’unico sciopero dei mezzi della storia del Belgio e una protesta contro le istituzioni, oltre che a perdere completamente la voce grazie ai tipici 5° del periodo primaverile. La mia nuova avventura è iniziata con Giulia, una bambina metà belga metà italiana che ha deciso di tenermi la mano dal decollo al ritiro bagagli. Mi ha chiesto se volevo andare a casa sua, ma la mamma non mi sembrava troppo propensa ad adottare un’altra persona, nonostante mi avesse offerto un passaggio in città. Inutile descrivere il sollievo nel vedere tutte e tre le mie valige arrivare per prime: il mio armadio era salvo. Che il destino fosse dalla mia parte questa volta? Sembrava che avessi anche portato il sole a Bruxelles.

Avevo rifiutato il passaggio in macchina per fare la ragazza tosta di Roma Nord che sfida la forza di gravità prendendo i mezzi pubblici e trasportando da sola quattro valige. No, non era assolutamente fattibile. Era arrivato il momento di rispolverare il mio francese. Il tassista continuava a dire che mi sarei trovata bene, che di italiani ne vedeva tanti, che nessuno voleva tornare. Per me era diverso, sapevo che venendo da una città come Roma reggere il confronto sarebbe stata dura. D’altronde Bruxelles è una città piccola e man, mano che ci avvicinavamo al centro vedevo apparire le piccole casette colorate con i tetti a punta che danno alla città un’aria retò, anzi “vintage”.

-L’indirizzo è un albergo?
-No, casa di una mia amica
-Ha visto, lei è fortunata! È appena arrivata e ha già degli amici!

Si, sono stata proprio fortunata. Non tanto perché avere un’amica nella città in cui ci si trasferisce significa non dover scegliere tra sborsare l’intero stipendio per un albergo o “barboneggiare” per i parchi. Ma perché ritrovare un’amica della provincia casertana in Belgio equivale a portarsi dietro una fetta del calore del Sud Italia. In poche parole, significa essere accolti con formaggio piccante sciolto su uova all’occhio di bue e tante chiacchere: ed è subito casa, anche a Schuman.

Inutile dire che, oggi, dei miei 30 accessi giornalieri alla casella e-mail, almeno uno lo dedico alla sezione SPAM.