Stagisti per caso

6 Novembre Nov 2016 1754 06 novembre 2016

Dimmi che locali frequenti e ti dirò chi sei

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Non importa il tuo cognome, cosa mangi o qual è il tuo colore preferito. Per capire realmente una persona, devi sapere quali locali frequenta. Puoi fingere di essere il nipote del portiere dell’assistente di Juncker (non ho capito neanche io cosa ho detto), di essere un vegano che fa un salto al Quick nella pausa pranzo e di adorare (adoroh!) quel fantastico badge arancione fluo che si abbina benissimo con il maglione di tua nonna, ma non riuscirai mai a nascondere il tuo essere uno stagista che all’estero tutte le sere “ciao-mamma-guarda-come-mi diverto-tunz-paraparatunz”.

Appena il cancello del posto di lavoro si chiude alle sue spalle, lo stagista si allarga il collo della camicia, poggia la 24 ore, corre nella prima cabina telefonica disponibile e, come il Clark Kent dagli anni ’30, si trasforma in un supereroe: il super stagista! Colui che non ha paura di andare a fare aperitivo con il completo, di ingurgitare litri di vino scadente che neanche una fraschetta di Ariccia avrebbe il coraggio di servire e di ballare fino al mattino canzoni in nederlandese di dubbio significato.

Bruxelles ha la reputazione di essere una città nordica, che equivale a fredda e noiosa. In realtà, le sue strade pullulano di giovani professionisti di ogni nazionalità, con tanta voglia di mettersi alla prova, di belgi sorprendentemente simpatici e, soprattutto, di locali!
Locali con musica dal vivo accompagnata da menù per scegliere se bere una birra o… una birra! Di balere radical chic dove sfidarsi a colpi di salsa e merengue, di discoteche con dj set e cocktail bar per tutti i livelli di sobrietà.

Di seguito i miei locali preferiti che penso debbano diventare la MARAUDER’s map (la mappa di Harry Potter, fatevi una cultura!) per capire chi siete e soprattutto chi incontrerete nelle vostre serate da stagisti.


Bonnefoi: è sicuramente il mio locale preferito. È piccolissimo ma si articola in due piani: nel piano inferiore sono posizionati bancone e dj, mentre il piano superiore consiste in una vera e propria balconata. È un locale post-serata: fino alle due del mattino è praticamente vuoto, ma dalle tre in poi il bodyguard inizia addirittura a fare selezione. Grandi sorrisoni e un’amica di bella presenza sono sempre un passpartout.
Ambiente: è in stile vintage, con pareti in legno e grandi lampadari di vetro, con musica alternativa di sottofondo. Un tocco di classe è dato dalla macchinetta per fototessere all’entrata: come conservare foto che non ricordi di aver mai scattato. La pista da ballo è piuttosto stretta, quindi la maggior parte delle persone preferisce ascoltare la musica dalla balconata, facendo roteare il proprio bicchiere con una mano. Nonostante lo spazio ridotto del locale, è addirittura presente una sala fumatori con tanto di tavoli.
Personaggi: è un locale super rilassato, ideale per ritrovarsi con gli amici a fine serata, ma anche per fermarsi a chiaccherare con chi capita. Entri per una birra al volo e, in un attimo, è già mattina. Uno spazio senza tempo.


Le goupil le fol: la prima volta che mi ci hanno portata, giunta davanti al portoncino nascosto tra mille vicoletti, ho assunto un’espressione che definirei un misto tra una Serena van der Woodsen che sbaglia l’uscita della tangenziale e si ritrova nel traffico post derby Roma-Lazio e una Giuly di Roma Nord in gita al Pigneto: orrore.
Ambiente: sin dall’esterno, infatti, sono visibili i mille oggettini che lo rendo un locale unico. Per fortuna, una volta dentro, quello che a un primo sguardo potrebbe sembrare un arredamento eccessivo, al limite dello zozzo, si trasforma in un’atmosfera studiata in ogni minimo dettaglio: dai lampadari in cristallo, ai divanetti finto-rovinati, ai libri sparsi ovunque. Un vero e proprio salotto casalingo, articolato in diverse salette su più piani, ma con tutte le comodità di un bar.
Personaggi: ammetiamolo, è un tipico bar da primo appuntamento. Luci soffuse e poltrone sono il giusto mix per sentirsi a proprio agio senza indossare le pantofole. Per molti l’unica pecca è il menù: viene servito solo vino, sebbene di diversi tipi e con molteplici varianti di aromi alla frutta. Personalmente, il vino aromatizzato è una delle mie bevande preferite, quindi non mi sono mai posta il problema: 'Mannaggia, volevo proprio la solita birra da €2, ma visto che c'è solo vino...'.


James Joyce: bar accogliente, con prezzi contenuti e in pieno quartiere europeo. Da me ribattezzato “il bar della domenica”. Un appuntamento consolidato con amici e colleghi per qualche ora di relax tra il delirio del sabato sera e l’inizio di una nuova settimana di lavoro: “JJ alle 8?”, più che una domanda, un vero e proprio tormentone invernale!
Ambiente: il locale dispone di numerosi tavoli, è rivestito in legno e, oltre alla birra, il suo punto forte è indubbiamente la simpatia e il calore dei baristi. Ok, a essere sinceri, non sono sicura siano sempre così solari e cordiali con tutti, ma con noi, ormai habitué, lo erano in maniera quasi inquietante.
Persone: è il classico posto dove incontrarsi per bere qualcosa senza troppe pretese, ma sempre pieno di gente. Nei giorni feriali viene assalito dai lavoratori che affollano il quartiere europeo, mentre nel week-end è uno dei pochi locali di rifugio per chi vive in zona. Un consiglio: se vi imbattete in un gruppo di uomini che giocano a freccette, non scommettete troppe birre nello sfidarli.


Tyago: se dovessi usare un solo aggettivo per definire questo locale userei il termine “camaleontico”. Di mattina non è altro che uno dei tanti bar di rue Archimède, una delle strade che portano a Schuman, cuore del quartiere europeo. Di pomeriggio diventa un bar da aperitivo. La sera propone diversi tipi di serate, ma il suo punto forte è sicuramente la serata salsa del venerdì.
Ambiente: troppo grande per essere considerato solo un bar. Troppo piccolo per diventare una vera e propria sala da ballo. Troppo sofisticato per essere definito un pub. Troppe birre per essere considerato un cocktail bar.
Personaggi: qua si rischia veramente di imbattersi nel di-tutto-e-di-più. Il range di età varia come le quotazioni della sterlina in borsa in tempi di Brexit. Una sera al mese c’è il trainee’s party, una festa organizzata appositamente per gli stagisti delle istituzioni europee dagli stessi stagisti. Una sola regola: lasciare la propria dignità all’ingresso, grazie.


Café Central: bar in pieno centro fornito di un gran quantitativo di birre di qualità. Il bancone occupa quasi l’intero locale e i pochi tavolini nel week-end si riempiono quasi subito. La caratteristica di questo bar è che spesso vengono realizzate serate di intrattenimento culturale.
Ambiente: la prima volta in cui ci ho messo piede, un amico mi aveva invitata perché un ragazzo che conosceva “disegnava”. Ammetto che, all’inizio, l’idea di andare a fissare un’artista all'opera per un tempo superiore a 10 secondi, seppure bravo, non era il massimo delle mie aspirazioni per una serata in compagnia. Alla fine, mi resi conto che non si trattava della realizzazione di un semplice quadro, ma di quello che io definirei un dj set visivo: un dj suonava dal vivo musica house e minimal mentre, davanti a lui, un artista era impegnato a disegnare su una tela, la quale veniva proiettata, a tempo di musica, con alternanza di luci e ombre, sulla parete del locale, così da mostrare la progressione nella realizzazione dell'opera. In poche parole: una “figata assurda”. Il mondo tresh della disco e quello nerd dei disegnatori fusi in uno spettacolo irripetibile.
Personaggi: radical chic non dichiarati e nerd socievoli. Ma, in primis, amanti della birra, dell’arte e della compagnia. Il posto giusto per indossare i jeans strappati degli anni ’90 che ti entreranno ancora per poco.

E tu, dove trascorri le tue serate?

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