Storie partecipate

18 Dicembre Dic 2013 0000 18 dicembre 2013

Rifugiati. Voci dalla Turchia, Giordania e Libano

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Dania Amroosh è una bambina di sette anni. Indossa una maglietta di Hello Kitty, degli orecchini a forma di cuore e tiene i capelli raccolti in due piccole codine. Ha l’aspetto di una bambina qualunque, ma basta osservare il suo volto segnato da cicatrici per capire che non è così.

Solo cinque mesi fa, Dania e la sua famiglia erano seduti nella loro casa ad Aleppo, quando una bomba è caduta dal cielo. La nonna, la zia, lo zio e due cugini sono morti sul colpo. Un altro cugino ha perso la gamba. Dania è rimasta ferita e ne porta i segni su tutto il corpo. Segni nascosti dalla coperta del suo letto d’ospedale, il Kills State Hospital, situato nel sud della Turchia.

Ed è in Turchia che resterà, insieme alla sua famiglia, insieme ad altri 700.000 siriani che hanno trovato rifugio nel paese.

Turchia, Giordania, Libano. Sono i territori che fanno da sfondo a storie come quella di Dania. Il Washington Post racconta 18 storie di rifugiati, storie di resistenza, storie di sopravvivenza, storie di orfani, sopravvissuti, feriti, per documentare il dramma dei rifugiati siriani.

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