Supercivic

13 Marzo Mar 2013 1852 13 marzo 2013

Nel nuovo Papa un po' di governo

  • ...

Abbiamo un papa ma non ancora un governo. Ora sappiamo quale istituzione ha la precedenza, fra quella universale che cerca il riscatto col versante internazionale e quella nazionale che potrebbe influenzare l’Europa. Chissà se questo Conclave express darà un colpo d'accelleratore alla politica. Di sicuro il nuovo Papa darà il tono al governo che verrà.

L’Italia è stata troppo a lungo senza un volto di rappresentanza dalle dimissioni di Monti e Ratzinger, e intanto il gioco democratico si è fatto teso. Se non sono bastate le elezioni a fare fuori gli impresentabili, che poi formano quella oscena popolazione aggregatasi davanti al Tribunale di Milano, bisogna comunque fare i conti con le mille contraddizioni di questo paese e mandare avanti il processo democratico - cioè imparziale - anche quando il cammino è impervio, e che regna come oggi il ricatto.

Nella Storia ci son stati sistemi più efficaci per eseguire ipso facto azzeramenti politici, culminati con la decapitazione del Re durante la Rivoluzione Francese, ma per fortuna il brevettato senso civico di Grillo ci ricorda che la ghigliottina ormai esiste solo nei musei. Stranamente, sono le regole democratiche che obbligano il Quirinale a rimettere in lizza quelli del Pdl. Benedetta neutralità, valore modernissimo, tanto salvifico fuori quanto incastrante in Italia. Difficile ingoiare il rospo in nome dell’integrità statale, ma Napolitano convoca Alfano e cede sul ricorso di Berlusconi, continuando di rappresentare un fare democratico, ultimissima condizione di sussistenza italiana. Perciò Berlusconi passerà alla storia come il legislatore dell’impunità, e dio sa con quanto orgoglio.

Diventa difficile tenere uniti gli italiani con questa tensione. Quante aspettative nonostante il disincanto, sull’Italia si riversa la speranza di tutta Europa. Infatti sulla retorica cittadina, sono già preparati i federalisti europei in vista delle elezioni di 2014. È l’idea che potrebbe mettere d’accordo tutti, quel tocco di partecipazione cittadina: le istituzioni si devono solo riorganizzare. Perfino il Vaticano ha improvvisato una certa interazione con il pubblico, e l'attesa a S. Pietro si è traformata sponaneamente in tifo multietnico. Senza rinunciare al segreto però, quel tanto di minimalismo che traspare dal Conclave basta a ripristinare un po’ di sovranità perduta.

Ma l’equilibrio nazionale è una nebulosa, un’idea indefinita, e a quest’ora ancora non accertata. Non è tutto sulle spalle di Grillo. In queste condizioni qualsiasi segnale sembra un’ingerenza, ma se non altro oggi, con le dichiarazioni al Visconti, l’ambasciatore americano ha dato il primo vero colpo di grazia alle titubanze. Se il Papa è americano, questa sarà stata un'anticipazione decomplessata. Lo stile del futuro governo?

Per il mondo intanto, Berlusconi era la democrazia autoimmune, Grillo è la democrazia aleatoria.

Correlati