Supercivic

2 Aprile Apr 2013 1720 02 aprile 2013

Saggezza impopolare e politica surreale

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Nel verdetto pasquale di Napolitano è mancata un po’ di propedeutica. L’ingovernabilità a prima vista pare giustificare ulteriormente l’alternativa dei "saggi" per traghettare il paese, ma perché non spiegare meglio questo ricorso recidivo agli esperti (e sono solo un pugno) del mondo dell’economia? Perché non rompere il tabù e ammettere che il cambiamento, per cui serve una lunga e dolorosa catarsi, è ricattato dal sistema capitalista che invece non prevede pause?

Perché continuare con una comunicazione ufficiale di facciata e non confessare il dato di fatto: che il mercato senza stabilità politica diventa più dispotico. Il governo tecnico forse per colmare l’imbarazzo dell’illegittimità aveva già concesso un primo piano sulla gestione amministrativa dei poteri, da qui deriva la richiesta sempre più popolare di trasparenza (propugnata oggi da Grillo) che non è esattamente come violare il segreto di Stato. Comunque, pur consolidata, questa pressione civile è stata ignorata: Napolitano a Pasqua ha perso l’occasione di dichiarare quali sono i rapporti di forza (ormai noti a tutti) che costringono lo Stato ad assecondare i meccanismi economici prima di quelli democratici. A questo punto perché non meditare sui limiti della sovranità nazionale e proclamare lo slittamento alle strutture europee?

In questo, l’impazienza della politica è comprensibile se non fosse che dopo le elezioni i partiti non hanno saputo rinunciare a tergiversare. In un tale contesto di crisi, questa mania della politica si è rivelata completamente incosciente e andava penalizzata. Sulla stessa scia, la polemica delle quote rosa scoppiata con i saggi di Napolitano. L’accesa reazione - oggi per lo più accreditata da Napolitano stesso - dimostra che, a prescindere dal contesto straordinario, premono sempre e comunque irrinunciabili esigenze di rappresentatività, la stessa (ad altri livelli) che spinge Napolitano e Monti a coinvolgere parti civili di riferimento. Bersani nel suo periodo di prova ha infatti reiterato questa tendenza, sperimentandone l’efficacia sul piano della credibilità. Ma dopo le riunioni al Quirinale con i saggi, Napolitano ne sottolinea prima di tutto il beneficio pratico.

Grillo invece ha capito che per distinguersi doveva rinunciare alle figure di prestigio e scavare maggiormente nell’anonimato cittadino. E così si chiude il cerchio delle logiche rappresentative.

Nessuna vera ripresa politica dunque senza la prognosi dei saggi tra 10 giorni. Resta da ridurre l’incidentalità della roulette M5S. Intanto inizia a far presa la necessità di una pluralità di riferimenti e di consulenze per gli affari dello Stato, per interventi mirati. Sintomo che le istituzioni cominciano a rivolgersi alla società civile in modo meno occasionale.

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