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29 Ottobre Ott 2013 1510 29 ottobre 2013

Datagate: basta ipocrisia, l’Ue sfidi il monopolio US

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A giorni il Copasir chiederà udienza a Greenwald, il giornalista diventato portavoce di Snowden sul Datagate. È più plausibile sia una consulenza che non una trattativa, vista la confusione e la difficoltà dei paesi alleati a trovare una linea ufficiale comune.

UFFICIALE - Le istituzioni e le aziende che gravitano intorno ai Servizi Segreti temporeggiano con speculazioni tecniche (intorno alla quantità di dati spiati e al modo di raccoglierli) mentre i politici attivano le retoriche relative ad ogni paese. Quella più screditata è quella di Cameron in GB che insiste sulla responsabilità della stampa e cerca sillogismi tra sicurezza e censura. Hollande preme per la protezione giuridica temendo per il mercato più che per i cittadini, e la Merkel tiene testa all’America come capofila della competizione europea. Resta l’Italia che della confermata concorrenza sleale americana riesce a farne una questione di burocrazia.

AUTOMATICO - Insomma il Datagate è di natura prettamente economica, lo spionaggio riguarda soprattutto personalità autorevoli della politica, della finanza e degli affari ed è sistematico. Infatti, nemmeno in un momento di crisi come questo il processo di sorveglianza è stato interrotto: la raccolta dati è, di fatto, automatica. Il problema è come fare in modo che i dati rimangano segreti, come interporsi nel processo secondario del trattamento dati “a fini di sicurezza”. L’archiviazione è automatica ed è tecnicamente giustificata, ma come legittimare l’enorme investimento di mezzi e di personale mobilitati per il trattamento delle intercettazioni?

Questa crisi diplomatica ci viene dalla tecnologia, dall’illimitatezza di internet che da cittadini ci è stato concesso di sperimentare tutt’al più con Facebook che ha la funzione dei giochi di società. Dall’altra parte dello specchio, la nostra vita privata e sociale è stata informatizzata e, oltre alla condizione umana, bisogna fare i conti con un nuovo determinismo. Entriamo in un’era di connessioni prestabilite tra persone fatti e idee, in cui la casualità avrà sempre meno posto, o sarà un dato come un altro.

Intanto il Datagate ha smaltito un bel po’ di paranoia collettiva e il Prism rappresenta alla perfezione il soggetto supposto sapere di Lacan, il luogo dove si annida la verità, ma una verità grezza come l’inconscio per cui serve pur sempre un trattamento. È sbagliato perciò vedere l’America come Big Brother, Snowden e gli altri sono la prova vivente che siamo lungi da un’organizzazione infallibile anche davanti alla tecnologia più performante.

Dobbiamo verosimilmente aspettarci a trattative tra alleati per costringere l’America alla condivisione (dei dati e dell'inovazione), poiché sul piano difensivo e militare questo primato è pari all’egemonia aeronautica o nucleare. È possibile che in un primo tempo e se l’America scende a patti con l’Europa, la NSA (vista l’esclusiva capacità tecnica) possa essere chiamata a fornire pacchetti-data ai governi interessati, piuttosto che contare sulla collaborazione (relativa) tra intelligence. E domani chissà, fissate le condizioni e le norme, chiunque potrà ricevere data on demand.

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