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7 Marzo Mar 2014 2334 07 marzo 2014

Snowden all'Ue, ecco la prima consulenza

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E alla fine è arrivata la testimonianza di Snowden al Parlamento Ue. Non un video come speravano i deputati che hanno aperto l’indagine sulla sorveglianza di massa (iniziativa di EPInquiry), ma un pdf di 12 pagine in inglese in cui Snowden continua di accusare la NSA di spionaggio internazionale.

Ma quello di Snowden non è certo un endorsement per l’Unione Europea. Anzi, tra le righe accusa i paesi europei di complicità con gli Stati Uniti i quali possono disporre dei dati dei cittadini in tutte le nazioni alleate. Comunque la testimonianza di Snowden è utile per le trattative bilaterali tra Ue e USA per quanto riguarda le modalità di sorveglianza.

Né l’Ue né tanto meno Snowden sono contro lo spionaggio, Snowden lo specifica chiaramente nella seconda pagina: 'I believe that spying serves a vital purpose and must continue'. Snowden è consapevole delle normative in corso sia al Congresso che all’Europarlamento: ormai la lotta va considerata da un punto di vista pragmatico, legislativo.

Le domande giuste da fare ora, un anno dopo la prima pubblicazione dei file, sono quindi: come possiamo equilibrare il vantaggio delle intelligence americane? Come impedire che la sicurezza nazionale scavalchi i diritti cittadini?

Snowden è però sempre molto cauto, intende fare tutto nelle norme, il messaggio è “non sono un whistleblower anarchico” ma uno responsabile - e su questa sottile differenza Omidyar sta costruendo un’azienda mediatica. Inoltre per pareggiare, a p.3 Snowden specifica che è pronto a dare anche una testimonianza al Congresso americano. Ma scordiamoci gli scoop, Snowden rifiuta di rivelare più di quello che i suoi giornalisti pubblicano.

Intanto Snowden propone delle analisi delucidanti. Così, grazie a Snowden, veniamo a sapere che esiste una divisione Affari Esteri anche alla NSA incaricata di incentivare nuove leggi nei paesi europei per giustificare intercettazioni e incoraggiare le aziende di telecomunicazioni locali a fare 'access operations'.

A questo punto ci chiediamo se, per esempio in Francia dove la scusa della privacy è stata usata già da due Presidenti - Hollande per l’affaire Gayet e oggi Sarkozy nel mirino delle registrazioni del suo consigliere Buisson - ci chiediamo insomma se non si sta in qualche modo sperimentando la lezione di Snowden sul piano politico oltre che legale.

Entrambi, Hollande e Sarkozy, invocano il (oggi sacrosanto) concetto di privacy, senza il quale una volta i governi erano in grado di liquidare anche le più alte personalità dello Stato, bloccare candidature e impedire l’attività politica a personalità - colpevoli o meno - di fatto compromesse. A queste contingenze del potere, che una volta facevano parte del gioco, Snowden ha regalato ulteriore immunità, è bene considerarlo.

Nella testimonianza di Snowden, le domande dell’Ue cercano di misurare l’impatto delle prossime rivelazioni di Snowden (curati da giornalisti come Greenwald) sulla vita politica nei paesi europei, chissà magari per prevenire eventuali offensive politiche.

Ma passiamo all’aspetto più allettante dello spionaggio: quello industriale-economico.

Snowden torna sull’operazione NSA di discriminazione di alcune (anonime) personalità musulmane svelata da Greenwald nei mesi scorsi. E qui è straordinario l’escamotage effettuato da Snowden: da queste personalità di cui non sappiamo né il nome né lo spessore pubblico (e che, a quanto pare, hanno abitudini poco esemplari), Snowden passa alla vulnerabilità del cittadino comune 'senza privilegi né risorse'.

Straordinario è il modo di invocare il diritto civile quando si tratta di delegittimare eccessi di sorveglianza sugli industriali.

E a p.8 Snowden continua mettendo sullo stesso piano attivismo civile e business privato, prima di dichiarare che, in effetti, lo spionaggio economico è sì il maggiore obiettivo di Washington. Sottinteso che lo Stato - con i dirigenti dei massimi enti pubblici - è in guerra contro i privati (a p.9 Petrobras).

La testimonianza di Snowden - ma chiamiamola consulenza - è tutta incentrata sulla competizione tra Pubblico e Privato: sproporzionata, assimmettrica e sleale, sembra sottintendere Snowden che conclude “Lasting peace is founded upon fundamental fairness”.

Ecco quindi la rivincita di Snowden: attualmente lo spionaggio tecnologico può fallire con un semplice cambio di standard tecnico. E se domani la rete optasse massivamente per connessioni criptate?

Insomma, di nuovo Snowden promuove l’ermetismo digitale, il contrario della cultura open, dell’accessibilità e della condivisione: “defense is always more important than offense when it comes to matters of national intelligence”. E già, Snowden è pur sempre il figlio (ribelle) della NSA.

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