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19 Marzo Mar 2014 1755 19 marzo 2014

Snowden alla TED

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Snowden torna sotto i riflettori: ieri notte il secondo streaming al TED. Snowden appare sul monitor di un robot, divertito e sempre più ambientato.

La comunicazione è decisamente più chiara, decomplessata e determinata, anche se Snowden è consapevole di incarnare - come lui stesso ammette - il futuro del web.

Alla conferenza c’è anche Tim Berners-Lee che conferma il suo endorsement (e che endorsement) a Snowden. Insomma: massima autorevolezza per lanciare la riforma del web.

E subito Wired propone la prima dichiarazione d’intenti. Si direbbe un’agenda politica l’elenco dei comandamenti tech suggeriti da Snowden al SXSW.

Primo su tutto: crittografia end-to-end, cioè dati codificati dal mittente al destinatario senza possibilità di decodifica dai server. Una spesa colossale, avverte Wired, serve la mobilitazione di tutte le aziende (Google, Facebook, Apple) per cambiare i sistemi, gli algoritmi.

Secondo: sensibilizzazione e promozione dei migliori software che garantiscono sicurezza.

Terzo: vuoi o non vuoi, il reindirizzamento automatico a una connessione sicura (HSTS).

E via così con tutto il processo della critto-standardizzazione – che per ora, è bene specificarlo, è solo teorica.

Intanto con Snowden si fanno avanti alcune certezze nell’opinione, per esempio che le aziende sono il principale target della sorveglianza.

Infatti, dietro il progetto di Snowden – e altri – traspare soprattutto la volontà di ridurre le connessioni (tra persone, tra personalità) di ridurre le responsabilità piuttosto che modificare gli interessi commerciali, costringere le aziende a più trasparenza o almeno ad un impegno più etico.

La visione di Snowden è puramente consumistica, nei fatti non porta oltre un freddo rapporto di principio azienda/clienti. E resta il fatto che, per il pubblico, concentrare tutta la ricerca e l’innovazione nella crittografia sembra eccessivo se non poco eccitante.

Per finire, non una parola sul passo indietro del governo americano nella guida dell’Icann tre giorni fa. Per adesso l’immagine di Snowden è tutta carpita dal marketing.

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