Superkeko1982

22 Agosto Ago 2014 1859 22 agosto 2014

Tra bikini e grillini attenti ai Draghi

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Tra colpi di sole e colpi di Stato, bikini e topless ministeriali, anche questa pazza estate politica sta volgendo al termine. Sono state vacanze molto brevi per i nostri infaticabili parlamentari. Coi senatori costretti a votare una riforma istituzionale che non saranno né eletti né pagati e con i deputati intenti a votare i decreti governativi che altrimenti sarebbero decaduti. Entrambi sono poi dovuti rientrare nella Capitale, perlomeno quelli appartenenti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, per votare di armi da inviare ai curdi iracheni per fermare l'avanzata degli islamici dell'Isis. E così, oltre al ministro grandi (ri)forme Maria Elena Boschi, il protagonista in questo scorcio di fine agosto è stato suo malgrado il grillino Alessandro Di Battista.

Alessandro Di Battista del M5s.

Il vicepresidente della commissione Esteri alla Camera, perché tale è il suo ruolo dentro Montecitorio, dopo aver espresso la necessità di elevare il terrorista a interlocutore, oggi ha spiegato che 'violenza chiama violenza' e che quindi, quando pensiamo alla barbara uccisione del giornalista James Foley, dobbiamo ricordarci di 'Guantanamo'. Un ragionamento che di per sé non fa una grinza se non fosse per un particolare solo e cioè che Guantanamo è conseguenza degli attentati dell'11 settembre... Ma, si sa, che il 'Diba' nazionale è fortemente antiamericano così come buona parte del mondo pentastellato.

Il consigliere regionale piemontese Davide Bono ha invece suscitato l'iralità del web col tweet: 'Ma non è un po' una coincidenza che il video della decapitazione del giornalista americano sia uscito proprio oggi??? #m5s', dando a intendere che ci fosse una relazione tra la divulgazione del video e il viaggio di Renzi in Irak. Lo stesso Bono, subissato dalle critiche, ha poi lasciato intendere che il video in questione sia un falso. Sinceramente io mi auguro per loro che il califfato islamico non arrivi mai nel Bel Paese, altrimenti tutti questi benpensanti grillini, fautori della democrazia diretta, rimpiangeranno ben presto i loro attuali tweet, post e blog...

Sullo sfondo c'è la crisi economica, i moniti di Mario Draghi, una Spagna che, a differenza dell'Italia, si è ripresa dopo aver fatto la riforma del lavoro mentre da noi l'approvazione del job act appare una chimera. E intanto si profila un ritocchino alle pensioni alte, ma non troppo alte sennò interviene la Consulta e blocca tutto...