Taccuino al buio

13 Novembre Nov 2012 1837 13 novembre 2012

Impressioni di novembre / 6

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Il Texas, la ceppa e il fucile. La realtà di Larry Clark non ha molte più dimensioni di queste tre nel suo "Marfa Girl" presentato in concorso qui al Festival di Roma. Il Texas è il contesto: deserto, baracche, confine a poche miglia, polizia nevrotizzata, giovani ninfomani in fiore. La ceppa è il vettore dei comportamenti dei protagonisti: a dispetto del titolo con la "girl", il film ruota tutto intorno all'universo sessuale maschile (aggiungiamo che la "girl" è una mezza artista che per esercizio nel tempo libero e dopo l'amore disegna le ceppe che ha intorno, preferibilmente ispaniche). Il fucile è infine figura imprescindibile con il più trito luogo comune legato al Texas e con un colpo di fucile si risolve l'azione drammatica.

Quando Clark si imbatte in uno degli infini punti morti del raccontino, esaurite le fornicazioni, fa prendere in mano ai suoi guys o uno spinello o uno strumento musicale. Cantantina, fumatina. Poi di nuovo sveltina. Il resto è panorama grigio, depressione, anime morte. Rotture di cazzo, insomma.

Clark dice che ha fatto il film contro Hollywood. Che non lo farà uscire nei cinema, ma lo distribuirà solo via web. Forse potrebbe contemplare un ulteriore passo: se lo tenga pure sull'hard disk.

Erezioni e prestazioni varie abbondano anche nel film di Peter Greenaway, "Goltzius and The Pelican Company". Ennesima prova di stile dell'autore gallese, tra l'erudito e il licenzioso, lo stupore e lo sbadiglio.

Va bene tutto, ma per la prossima edizione si consiglia in giuria un urologo. A questo punto.

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