Taccuino al buio

16 Dicembre Dic 2012 2041 16 dicembre 2012

Non sono anti-italiano

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L'italianità è un valore? Ci fu un tempo in cui il concetto tenne banco (senza troppa fortuna, nemmeno giudiziaria) in ambito bancario e imprenditoriale. Di tanto in tanto se ne parla anche per il cinema: i produttori chiedono ai critici di non sparare sul regista, di sostenere, di aiutare. Come se ci fosse a prescindere un sentimento "contro".

Non è così. Per niente.

Il punto è piuttosto un altro: nelle sale della Penisola in vista del Natale ci sono due film danesi di livello alto ("Love is all you need") e altissimo ("Il sospetto"), un film neozelandese di potenza shakesperiana ("Lo Hobbit"), un film americano geniale come "Moonrise Kingdom". L'Italia cosa porta, con analoga quando non più forte distribuzione? "Tutto tutto niente niente"? "Colpo di fulmine"?

Il biglietto costa uguale per tutti i film. E allora andiamo al sodo: perché vedere italiano e non piuttosto portare i propri soldi ai nani degli antipodi, dal momento che un solo minuto di Peter Jackson vale l'intera filmografia di Christian De Sica, di Antonio Albanese e pure di Carlo Verdone messi insieme?

Perché?

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