Taccuino al buio

19 Dicembre Dic 2012 1810 19 dicembre 2012

Natale a casa D'Angelo

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Toni D'Angelo, figlio del biondo Nino, ha sostanzialmente un problema: scrive meglio le note di regia che le sceneggiature. Almeno stando al suo ultimo film "L'innocenza di Clara". Per il quale il giovane autore napoletano dice d'essersi ispirato a "I delitti esemplari" di Max Aub, "ovvero quegli atti - spiega D'Angelo - che quotidianamente si commettono solo in intenzione mentale; sono le antipatie, le insofferenze, gli insopportabili incontri della giornata di ognuno di noi, sfogati e liberati in delitti senza castigo". E ancora: "Mi interessava raccontare se si possa diventare assassini inconsapevoli senza premere il grilletto. Portare alla luce l'occhio ipotetico dell'innocenza reale, nonostante la colpevolezza morale".

Idee chiare, ben raccontate su pagina. Ottime premesse per la visione.

Questo noir che ha al centro una femme fatale che rovina la vita agli uomini che le girano intorno, avviluppati nella sua inconsapevole (ma forse nemmeno tanto) tela di seduzione, purtroppo comincia da subito a girare su se stesso. Forse l'errore più grande è aver costruito personaggi senza passato, privi di un grande errore o di un'esperienza pregressa che giustifichi alcune scelte drammatiche e nodali della storia. Per non dire della totale piattezza delle figure secondarie. Sembra di assistere a un cortometraggio tirato per i capelli fino a un'ora e mezza scarsa.

Peccato. Perché D'Angelo, che sa indubbiamente girare, sceglie una bella ambientazione nella Carrara delle montagne bianche di marmo, col suo popolo aspro e duro e chiuso. Un pezzo d'Italia poco frequentato dal racconto cinematografico e letterario, eppure molto bello, pieno di suggestioni drammatiche, di inquietudini che emergono appena si scavi sotto la superficie: basti pensare al misterioso sequestro di Andrea Calevo a Lerici, luogo poco distante da lì, di cui le cronache ci stanno raccontando in questi giorni. Una provincia paranoica, chabroliana, ben fotografata in questo film, ma tutto sommato sfruttata male in sceneggiatura (realizzata con Maurizio Braucci e Salvatore Sansone).

In definitiva, più che un buco nell'acqua, un'occasione persa.

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