Taccuino al buio

17 Gennaio Gen 2013 1227 17 gennaio 2013

Muccino, ovvero il calcio preso a calci

  • ...



"Quello che so sull'amore" coglie indubbiamente un punto: il materiale psicologico-narrativo che lo sport offre è soprattutto vivo nella figura dell'allenatore, non in quello dell'atleta (a meno che non si intenda fare epica). Tale materiale se finisce nelle mani di - per esempio - Aaron Sorkin genera qualcosa che assomiglia all'alta letteratura sotto forma di cinema: ed è il caso di "Moneyball", con l'allenatore impersonato da Brad Pitt (si parla di baseball). Se è lavorato da Peter Morgan in "The Damned United" per il biopic di Brian Clough (forse il più grande allenatore di ogni tempo) offre un racconto magistrale su cos'è l'amicizia e cosa l'ambizione. Per non dire di Paolo Sorrentino che, proprio esercitandosi sulla figura di un calciatore che vuole (vorrebbe) diventare allenatore inventandosi "L'uomo in più", ha offerto il suo miglior film a oggi. Se invece tale materiale è impastato da tal Robbie Fox prima di essere spedito a Muccino, produce un malinteso: pensare di vedere un film e invece sorbirsi una specie di indigeribile gliommero pellicolare, con tanto di faccette divistiche e inconsistenti.

Già l'idea di andare negli Usa per parlare di calcio dovrebbe subito dare l'idea che qualcosa non quadra. Ma comunque. Muccino voleva fare una commedia sentimentale utilizzando il pallone. Segnaliamo che il virzesco e italianissimo "4-4-2" aveva degli spunti interessanti al riguardo (anche se è imperdonabile intitolare una commedia a episodio col più triste scontato inutile impiegatizio piccolo-borghese modulo del calcio... ma questa è un'altra storia).

Il punto è che nel fare il pendolino tra Los Angeles e Roma, con tanto di lamentele ed autoesaltazioni profuse a mezzo stampa sui casi suoi, Muccino aveva nel calcio la possibilità di progettare il suo film italiano affrontando finalmente uno stile nuovo, evadendo per una volta dagli amori di Roma-Prati o Parioli, dalla stanchezza borghese delle sue figurine. L'ex campione che sverna in provincia, la creazione di un rapporto col figlio, un ex matrimonio che ha ancora i suoi perché... Perfetto. Perfetto per l'Italia. (Peraltro proprio l'Italia gli sta dando qualche soddisfazione economica dopo gli schiaffoni americani: il film è il miglior incasso italiano del momento).

Qualora ci fosse una ripresa mucciniana dell'iniziativa sul calcio (una roba tipo "Quello che ancora so sull'amore"), gli suggeriamo il paesaggio italiano, la vasta infinita provincia nostra, con i suoi eroi minimi, la sua antropologia nascosta e spettacolare, Pescara, Udine, Avellino, Livorno, Catanzaro... E aggiungiamo - per l'ispirazione - a questi pochi consigli del tutto abusivi la lettura dell'imperdibile "Quasi gol. Storia del calcio minore dalla serie C alla Terza categoria" di Luca Cardinalini: 170 pagine fitte di cronache sul grande amore, talora puro talora miserabile, del nostro Paese verso quella maledetta palla che va in rete: a volte sì, a volte no.

Correlati