Taccuino al buio

20 Dicembre Dic 2014 1807 20 dicembre 2014

Dieci indimenticabili film del 2014

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Fare una lista serve innanzitutto a fermare per non perdere. Mettere un punto. Senza tifoserie, né tantomeno classifiche da bocciofila.

Il 10 è il numero perfetto, tutto sommato. Il numero rodato.

Ecco i dieci oggetti (non so come definirli altrimenti, c'è dentro un po' di tutto: finzione, documentario, serie...) che meglio - meglio a mio avviso - rappresentano la produzione audiovisiva del 2014. Quella che io ho potuto vedere.

THE KNICK di Steven Soderbergh: serie tv, capolavoro della chirurgia narrativa (tagliare, cucire, connettere, eliminare), studio sul capitalismo come mecenatismo della dipendenza.

CLASS ENEMY di Rok Bicek: opera prima e primaria metafora dello stato dell'Europa e degli europei oggi. Preciso e problematico come una funzione matematica.

METAMORPHOSES di Christophe Honoré: niente è più attuale della mitologia, gli dèi siamo noi.

ANIME NERE di Francesco Munzi: studio sulla famiglia, incidentalmente ambientato nel mondo di mafia. Puro come una tragedia greca.

A GIRL WALKS HOME ALONE AT NIGHT di Ana Lily Amirpour : ultima geniale variazione sull'unico vero personaggio della mitologia contemporanea: il vampiro. Che qui è donna, porta il velo, e parla farsi. Debutto con splendore.

ALLELUIA di Fabrice du Welz: una coppia criminale che arde nel quieto Belgio, amore e omicidi in serie, perché nel cuore scorre il sangue.

JAUJA di Lisandro Alonso: road movie totale in quanto viaggio nello spazio come nel tempo. Col massimo, unico volto eroico possibile oggi: Viggo Mortensen.

IM KELLER di Ulrich Seidl: l'inconscio è una cantina, se poi si è in Austria (il Paese di Freud) può succedere di tutto. E succede. Documentario di genio.

BOYHOOD di Richard Linklater: dodici anni nella vita di un ragazzo, film autenticamente esistenziale. Elementare e audace, sfida vittoriosa sul senso del cinema oggi.

IN GRAZIA DI DIO di Edoardo Winspeare: nel Salento delle solitudini e delle beatitudini la storia dell'uomo è in realtà la storia della donna, anzi di donne. Semplice e lirico.