Taccuino al buio

19 Aprile Apr 2015 1949 19 aprile 2015

Figlio di MM (Mia Madre)

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di Alberto Alfredo Tristano

Nanni Moretti ha fondato la Sacher Film.

Nanni, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...

Tu, che come tutti puoi dirti figlio di MM, Mia Madre, con 'Mia Madre' c'hai deluso senz'appello.

Del tuo privato, pur mascherato, non sappiamo più che farcene; 'Caro diario', la miglior autofiction mai realizzata in Italia, ha esaurito il discorso. Di questo passo, ti ritroverai a riproporre Battiato, e perfino il dibattito. Hai già dato, abbiamo già dato...

Nanni, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...

Nanni Moretti e Michel Piccoli sul set di Habemus Papam.

Torna per esempio alla Chiesa, ai preti, ossia rivolgiti a mondi che non sono i tuoi. Per dire: in 'La messa è finita' c'era la vera commozione della perdita che ci hai dato, in 'Habemus papam' hai disegnato la profezia ratzingeriana e perfino scoperto il gusto di fare cinema, quello vero, con le scenografie non terribili come nel tuo consueto standard, con una fotografia finalmente tagliata sui giusti piani, con una regia non più così piatta come lo stagno morto del tuo stile abituale, e perfino con la presenza di un attore, qualcuno che concretizzasse la preghiera del vecchio Risi liberandoci del tuo ingombro ('Spostati e fammi vedere il film'), senza le tue demenziali direzioni di attori scarsi (A proposito: com'è quella stronzata che fai dire alla Buy tuo alter ego? Che vuol vedere l'attore accanto al personaggio? O il contrario?), e ci restituisse la bellezza del fingere sul serio, attraverso la figura di Michel Piccoli, presenza miracolosa, e non solo perché pontificia.

Nanni, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...

Una scena di Ecce Bombo, di Nanni Moretti.

Soprattutto non tornare ai triti discorsi di ieri: alla politica, per esempio, per cui ti sei dannato per anni senz'averla capita mai, 'la cosa' a un certo punto la chiamasti, come si chiama quel che non si conosce né capisce... Grazie della tua sincera passione democratica, senza mai malafede, ma non dimentichiamo le tue letture miopi, convintamente autistiche, a partire da 'Ecce bombo', film sui giovani extraparlamentari romani, in cui c'eri tu e Mughini e Minzolini, la compagnia - presumiamo - che non gridava cose orrende e violentissime ma cose giuste, e ora siete... vabbè, insomma voi dentro quel film non spendevate nemmeno una parola, una riflessione, un timido accenno sulle P38, sulla notte terrorista della Repubblica (in questo senso, il di poco successivo 'Maledetti vi amerò' di Giordana almeno aveva il piacere dell'onestà invece che della masturbazione). E sì che EB uscì nel marzo del 1978 e - per dire il 'contesto', sciascianamente - pochi giorni dopo il presidente Moro veniva rapito in via Fani, per poi essere ammazzato nella prigione del popolo, e fu lo zenith della violenza brigatista che non scoppiava allora ma durava da anni, e tu parlavi dell'amico etiope, vedevi gente e facevi cose, aspettavi l'alba impossibile a Ostia, imponendoti peraltro sino ai giorni nostri con quel film (ed 'Io sono un autarchico') come maestro indiscutibile delle legioni di mezzeseghe che vanno inzeppando internet con le loro webseries generazionali da bimbiminkia...

Nanni, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...

E piantala col cinema psichiatrico e/o ospedaliero, e soprattutto col ricatto sentimentale del lutto: l'affaccio da Monteverde è diventato mortuario, cambia quartiere, non dicesti che amavi la Garbatella? Ti farà bene.

Nanni, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...

E aggiorna il tuo immaginario visuale, fermo agli anni Ottanta, precisamente al 1987, anno di uscita di 'Il cielo sopra Berlino' di Wenders, che tu immagini proiettato al Capranichetta con fila chilometrica davanti... Nanni, le immagini sono importanti, chi immagina male pensa male... guarda Veltroni.

Nanni, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...

Ma che problema hai col lavoro? La vocazione alla disoccupazione dei tuoi personaggi - su su fino al Santo Padre - comincia a preoccuparci: ormai a un certo punto tutti mollano il mestiere, non si capisce per far che. Avranno una bella rendita immobiliare, in perfetto stile borghese romano. Tipo il Gambardella del Servillo modello LGBT (La Grande Bellezza Teribbile): non si potrebbe mandare la Guardia di Finanza a casa di questi individui per accertarne i redditi? Ma dopotutto, a gente così, che vuoi fargli fare? E' più che lecito nutrire dubbi sul loro spessore: per Jep parla il parrucchino, ma anche la regista Buy, che a vederla in faccia pare una cugina delle sorelle Comencini, non scherza mica: una che fa 'un film di merda' (ha ragione Turturro, nei panni del cane italoamericano... ma non bastano i nostri tanti cani tricolore?), una che chiaramente ha sbagliato il cast, una che manda all'aria un giorno di lavoro perché palesemente incapace di gestire un camera-car, una così andrebbe presa come minimo a calci.

Nanni, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...

Il desiderio di essere come tutti che t'ha trasmesso il tuo sceneggiatore Francesco Piccolo, poetastro tardoberlingueriano, ti sta facendo male, molto male: non t'accorgi, con la tua allergia della maggioranza, che sei caduto nel fosso del conformismo? Ci dispiace, perché in fondo t'apprezziamo, perché sei un sessantenne che non s'agghinda come tanti tuoi coetanei da bambinone stronzo, che odia senza tregua la cialtroneria, che odia di un odio nevrotico e civile, un odio buono, un odio di minoranza, non smettere di odiare, Nanni, non smettere mai...

E però, fai qualcosa di nuovo, di diverso, dai, rompi almeno un tuo schema, uno su duescento...