Taccuino al buio

29 Febbraio Feb 2016 2022 29 febbraio 2016

Agli Oscar ha vinto anche un po' Barbera

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di Alberto Alfredo Tristano

Agli Oscar la notte scorsa quale miglior film è stato scelto 'Spotlight' di Tom McCarthy, l'anno scorso toccò 'Birdman' di Alejandro Gonzales Iñárritu. Due anni fa, non miglior film, ma dominatore con 7 statuette, compresa la miglior regia, era stato 'Gravity' di Alfonso Cuarón.

Che significa? Che da tre anni Hollywood parla veneziano: i tre film sono stati presentati in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia ('Birdman' in concorso, sciaguratamente ignorato dalla giuria che premiò un 'Piccione' svedese già giustamente dimenticato; gli altri due, fuori concorso).

E' un dato che va tenuto presente, specie quando puntualmente, e il triste momento arriva sempre, si getterà la croce addosso alla manifestazione della Laguna, perché Cannes poi... e Toronto hai visto... e via esterofilando.

Per carità, i problemi ci sono ovunque, anche in Laguna. Ma va comunque dato atto a Barbera di aver ottenuto un gran riconoscimento dalle liste losangeline. Senza contare che quest'anno correvano, già premiati a Venezia, due ('Anomalisa' e 'The Look of silence') dei quattro (gli altri due sono 'Il ponte delle spie' e 'Carol') maggiori film in gara tra le varie sezioni dell'Academy, disgraziatamente snobbati (per il film di Spielberg è giunto solo il premio quale miglior attore non protagonista all'eccellente Mark Rylance).

Siamo i numeri 1 al mondo? Non saprei. Magari no: il nazionalismo non è mai un criterio opportuno, anche perché valutare la qualità coi premi è una triste pratica di pigrizia mentale. Ma insomma, se a Venezia c'è il Leone di San Marco, beh quello ruggisce ancora.

PS: Tra 'Birdman' e 'Spotlight', imprevedibile è stato il rilancio di carriera di un attore finora mai davvero del tutto apprezzato come l'ottimo Michael Keaton. Sarebbe un buon presidente di giuria per il Lido: uno di casa, ormai.