Tertium datur

13 Gennaio Gen 2013 2100 13 gennaio 2013

Diventare grandi. Tornano gli History Boys di Alan Bennett

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The History Boys



Tornano i ragazzi di Alan Bennett, tornano gli History Boys portati in scena da Elio de Capitani e Ferdinando Bruni, di nuovo in tournée nel 2013, cominciando dal Teatro Binario 7 di Monza il 12 e 13 gennaio, dopo il trionfale e – diciamolo subito – meritatissimo successo di due anni fa.

Otto studenti affrontano un trimestre di studi dopo il diploma di maturità per prepararsi agli esami di ammissione agli esclusivi college di Oxbridge (Oxford e Cambridge), spinti dal preside che è alla ricerca di un ottimo piazzamento del suo istituto in graduatoria nazionale, e “allenati” da tre docenti con approcci pedagogici e valori profondamente diversi.

La professoressa Linton (Debora Zuin) è una solida insegnante di storia, tradizionale e sensibile. Il professor Hector (un travolgente Elio De Capitani), carismatico e anticonformista docente della vecchia guardia, che vuole dare ai ragazzi strumenti per difendersi dall’istruzione, è una figura segnata da una contraddittoria complessità, in cui la lucidità intellettuale si unisce a una fragilità personale che avrà esiti tragici. Il giovane Irwin (Marco Cacciola) è il professore chiamato dal preside per “sgrezzare” i ragazzi educandoli alle tecniche giornalistiche della comunicazione, ai trucchi delle performancecomunicative, che simulando originalità con un’accattivante “packaging” possano attrarre l’attenzione degli esaminatori e far guadagnare punti. Per Irwin, l’importante è distinguersi: e quando un allievo gli domanda “E la verità?” non può che rispondere “Cosa c’entra?”.

Elio de Capitani è il professor Hector in The History Boys



Inevitabilmente, i due approcci divergenti di Hector e Irwin sono destinati a scontrarsi, in una battaglia per le menti e i cuori degli studenti di storia. Senza troppo apparire, alimenta il conflitto il preside (Gabriele Calindri). E la classe comincia a dividersi.

Una scena di The History Boys, con Elio de Capitani



È l’eterna ma mai esaurita questione del rapporto tra genitori e figli, allievi e maestri, vecchie e nuove generazioni. Cosa trasmettere, a quali valori formare, quale futuro costruire? Perché i giovani non rischino di essere “splendidamente impreparati alla lunga insignificanza della vita”...

Siamo in un microcosmo “british” fino al midollo, in cui insieme all’ironia sublime di Bennett, all’incrollabile tema del classismo e ai sontuosi riferimenti alla poesia inglese entrano tragicamente anche la tematica dell’omosessualità (reato penale in Gran Bretagna fino al 1967) e delle molestie sessuali a scuola (benchè l’espressione sia terribilmente piatta rispetto alla ricchezza del dramma).

The History Boys



Il testo, splendido, di Bennett prende vita grazie alla formidabile compagnia guidata da Elio de Capitani, in una messinscena di altissimo livello, congegnata con perfetto senso dei tempi, che si avvale di una traduzione ad hoc. Gli otto talentosi e giovanissimi attori (Giuseppe Amato - Scripps, Marco Bonadei - Rudge, Angelo Di Genio - Dakin, Loris Fabiani - Lockwood, Andrea Germani - Timms, Giacomo Troianiello - Crowther/pianista, Alessandro Lussiana - Akthar, Vincenzo Zampa -  Posner) recitano, cantano, suonano, si spogliano e si rivestono, si muovono sulla scena intrecciando con sicurezza le loro vicende.

Gli studenti di The History Boys



Nel 2011 lo spettacolo ha fatto man bassa dei prestigiosi Premi Ubu: Miglior spettacolo dell'anno, Miglior attrice non protagonista (Ida Marinelli), Nuovo attore under 30 a tutti gli otto ragazzi e nel 2012 ha vinto anche il Premio Le Maschere del Teatro Italiano per la miglior regia.

Signore e signori, il teatro. Teatro d’arte per tutti. Da non perdere.

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