Tertium datur

19 Gennaio Gen 2013 1412 19 gennaio 2013

Terremoto radicale. Storace come uno tsunami.

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Il radicale Yuri Guaiana



La spaccatura tra i radicali si approfondisce.
Dopo l'apparentamento con Storace, Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti, intervistato due giorni fa da Tertium datur, ritira la sua candidatura alla Camera e alla Regione Lombardia nelle liste Amnistia, Giustizia e Libertà.

In una nota dal titolo Riflessioni di un topolino radicale, pubblicata pochi minuti fa (stamattina, n.d.r.) sul suo profilo Facebook, Guaiana, che premette di non essere scandalizzato dall'accettazione da parte dei radicali dell'offerta di Storace, precisa: “credo che la decisione dei radicali sia politicamente miope, sbagliata e incomprensibile. L'obiettivo della lista di scopo non può trarne giovamento poiché la regione non ha competenze in materia e Storace è contrario. Inoltre la coalizione con la quale ci si intende apparentare non ha la benché minima credibilità... D'altronde le parole usate sono assai significative: Storace offre un "taxi per il consiglio", non un progetto politico”, proposta da Guaiana definita in contraddizione con la storia radicale.

“La lista promossa dai radicali - aggiunge Guaiana - correva da sola a tutti i livelli, pur con l'ipotesi di fare alleanze sugli obiettivi… le cose non stanno più così e... non condivido né il metodo, né i tempi, né gli sviluppi, né le scelte residuali dei promotori”.

Poco dopo è arrivata la notizia della rinuncia di Enzo Cucco, presidente di Certi Diritti. Nelle prossime ore resta da vedere quanti, in disaccordo con il varo dell’alleanza tecnica con Storace, decideranno di fare lo stesso gesto, ritirando la propria disponibilità.
La partita è aperta.

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