Tertium datur

5 Agosto Ago 2013 1605 05 agosto 2013

Segni dei tempi dall'anima del commercio

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1. Una pubblicità su Facebook (colonnina di destra) proclama:

“Stanco di vedere tuo figlio annoiato a casa? Aiutalo ad aprire un negozio finanziario”.
Da cui si deduce che:
- i giovani sono a casa annoiati: non studiano, non lavorano, non cercano lavoro, non hanno “voglia di vivere”
- i giovani, tanto c'è qualcuno che li mantiene (genitori e nonni, con stipendi e pensioni e rendite varie)
- i giovani, da soli non sono in grado. Anche se adulti, è il papà (nel disegno, è a un omino che il testo si rivolge) che deve provvedere ad aprire un'attività alla prole
- i “figli so’ piezz ’e core” e per la mamma e il papà sempre minorenni (anche se hanno 40 anni)
- dal momento che la pubblicità certifica il reale (oltre a indurre i bisogni), questa rappresentazione dei giovani è ritenuta socialmente accettabile, proponibile, economicamente vincente (nella strategia di una campagna pubblicitaria)
- vengono messi tra parentesi come minoranza tutti gli altri (giovani) che si stanno massacrando di impegno, gavetta, sacrifici, precarietà, emigrazione
- la soluzione è un negozio finanziario
- si presume che tutti sappiano cos’è un negozio finanziario

Egon Schiele, L'abbraccio (Gli amanti)



2. Il concetto di svago

Ogni settore merceologico è rappresentato - e ce ne eravamo serenamente accorti da lungo tempo -  nella newsletter di offerte di uno dei più importanti operatori commerciali specializzato in gruppi di acquisto. C’è l’ecologica coppetta mestruale resa celebre qualche mese fa dal Movimento 5 Stelle (categoria: Segreti), c’è l’offerta scorta di 432 (quattrocentotrentadue, non è un refuso) preservativi per la modica cifra di 19.99 euro. Fino a poco tempo fa, ovetti vibranti (29.99 €) e vibro coniglietti (34.90 €) svettavano nelle categorie Piacere o Eros. Ma, più di recente, sono passati sotto la voce “Svago”. Anche le didascalie sono eloquenti: piacere, felicità, divertimento e svago sono usati come perfetti sinonimi. "Basta chiudere la porta della camera da letto e prendersi qualche minuto per sé..." (quindi se ne suggerisce tra l'altro un uso principalmente solitario).

Un mio carissimo amico studioso di pornografia e abitudini sessuali (su cui sta scrivendo un saggio) mi garantisce che i sex toys non hanno più, ormai, alcuna connotazione trasgressiva e qualunque coppia piccolo-borghese (si sarebbe detto una volta) ha la propria dotazione. Ecco, appunto.

Che svalutazione. Che nostalgia di un tempo in cui la sessualità era considerata una forza eversiva in grado persino di scardinare i regimi, oltre che la formidabile energia vitale necessaria per crescere, conoscere se stessi, diventare adulti. Uno spazio di libertà radicale che è sempre stato, infatti, temuto dal potere costituito. Non un segmento di mercato.

Camus scriveva nella Caduta che dell’uomo moderno si sarebbe detto “Fornicava e leggeva giornali”. Era ottimista.

Vado subito a rileggere L’orgia di Praga di Philip Roth.

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