The Marketing Box

8 Febbraio Feb 2015 1528 08 febbraio 2015

Quando i consumatori danno i numeri

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I numeri e la simbologia ad essa collegata hanno da sempre esercitato un fascino magico sui popoli, che li hanno studiati e cercati di capire nei secoli, per individuare pattern ricorrenti, combinazioni magiche, sequenze fortunate o per cercare di predire (e prevenire) catastrofi.

Il repertorio in questo senso è ampissimo: religiosi, matematici, antropologi, ma anche sociologi ed economisti, hanno in qualche modo dedicato attenzione al tema, cercando di comprendere ed applicare la numerologia alle proprie discipline.

Ed è sorprendente notare come tutti questi significati sono presenti nella nostra vita quotidiana di consumatori ed influenzano di conseguenza le nostre scelte di consumo - molto più di quanto possiamo immaginare razionalmente...

Una storia divertente riguarda un'anziana signora che tutti i lunedì al mercato chiedeva otto esemplari di ogni frutto: otto mandarini, otto pesche, otto mele, otto pere e addirittura otto fragole. Dopo anni di enigmatici sorrisi e di simpatici commenti sul comportamento della donna, la curiosità ha avuto il sopravvento ed il fruttivendolo le ha domandato spiegazioni, poichè da solo non riusiva a trovarne. Chiarissima la spiegazione della signora: 'L'otto era il numero civico della casa dove abitavo da bambina e questo è un modo per ricordare la mia infanzia anche adesso che sono vecchia.'. Apparentemente un'infanzia felice non c'entra niente con i chili di frutta che comperiamo... apparentemente appunto.

Angelo Sturiale è un dissacratore. Scrive musica con numeri, equazioni e simboli che sembrano geroglifici. Non si accontenta affatto delle classiche note, sarebbe riduttivo. Sturiale ha 41 anni e vive tra l’Italia e l’America Latina. È professore di musica sperimentale e teoria presso l'Istituto tecnologico (Itesm) di Monterrey, in Messico. Le sue composizioni d’avanguardia fanno molto discutere e le sue note sono state eseguite tra Tokyo e New York. La sua ricerca spazia dalla performance al disegno. La sua parola d’ordine è la non-convenzionalità.

Se per la signora in questione è l'otto ad essere il numero chiave, il sette è sicuramente il numero più 'gettonato' in assoluto: la settimana è composta da sette giorni, la nostra testa ha sette aperture (occhi, orecchie, narici, bocca), anche i sensi sono sette (se si includono l'equilibrio e la propriocezione), per non parlare dei sette mari, dei sette re di Roma eccetera. L'elenco è lunghissimo. Inoltre, un interessante studio statunitense condotto a livello mondiale ha rivelato che la maggioranza delle persone invitate a dire il primo numero che veniva loro in mente tra zero e nove, rispondeva 'sette' - così come rispondeva 'blu' rispetto al colore preferito: questo fenomeno è conosciuto come 'Blue Seven Phenomenon'.

Se il sette sembra godere del favore delle persone, così non è per il povero tredici. Il tredici porta con sè il proprio fardello di numero sfortunato sin dalle origini del Cristianesimo, poichè all'Ultima Cena Gesù era riunito con i dodici apostoli. Assieme erano tredici, di cui l'ultimo aggiunto era Giuda che infine tradì Gesù con i romani. Da allora le persone superstiziose reputano che essere in tredici in una stanza porti male... senza nemmeno accennare al venerdì tredici. Da qui molte compagnie aeree hanno deciso di abolire la fila tredici (e diciassette) sui propri voli, passando dalla dodici direttamente alla quattordici! Questa vera e propria fobia in Asia è quasi completamente sconosciuta, dove invece il numero temuto come la peste è il quattro, nella tradizione associato a tragedie ed eventi negativi.

Meglio quindi essere ben consapevoli delle diverse differenze tra Paesi che ancora permangono nonostante la globalizzazione... per evitare brutte sorprese e consumatori inaspettatamente ritratti.