The memories box

9 Maggio Mag 2017 2030 09 maggio 2017

Capitoli 3 e 4

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3

Si avvia velocemente alla macchina, sperando che nessuno la abbia vista, non ci farebbe certamente una bella figura. Si guarda intorno cercando volti noti, che per sua fortuna non compaiono. Le spunta un sorriso sul volto, come una adolescente che è riuscita a fare qualcosa senza essere scoperta.
Per un attimo la testa è tornata sgombra, è tornata quella della mattina, quando ha spento la sveglia ed è scesa al piano di sotto, ha preparato il caffè, guardato fuori e poi, tutto è maledettamente cambiato. La sua vita non sarebbe mai più tornata la stessa.
Guarda l’orologio, sono passate da un quarto d’ora le tredici. Giuliano tornerà a casa stasera, direttamente con Eleonora, e Andrea arriverà verso le cinque. In un’altra occasione avrebbe approfittato di quella tranquillità per dedicarsi a se stessa oltre alla cucina. Avrebbe fatto un bagno caldo, si sarebbe sistemata i capelli e si sarebbe fatta bella per lui, suo marito, l’unico uomo che abbia mai amato.
Ripensa al loro primo incontro. In uno squallido bar dove erano capitati per caso. Lui per seguire un amico e lei perché le si era rotta la macchina. Uno scambio di sguardi, quattro chiacchiere, un passaggio a casa e da quel momento non si sono più lasciati.
Le loro vite si sono incrociate, lo aveva voluto il destino.
Sa che dovrebbe farlo. Sa che dovrebbe prendere la scatola e guardare al suo interno con maggiore attenzione, cercando di capire attraverso qualche particolare, anche insignificante, chi abbia potuto inviargliela.
Si avvicina alla porta del bagno, sta per aprirla ma poi si ritrae. Il rumore di un’auto fuori casa la distoglie dai suoi propositi.
Si avvicina alla finestra e lo vede. Andrea è lì. Ha parcheggiato e prende dal bagagliai il piccolo trolley nero e una busta. Sicuramente un regalo per lei, immancabile dopo ogni viaggio, breve o lungo che fosse.
Tante volte aveva provato a fargli capire che non ne aveva bisogno ma lui era stato molto chiaro. Comprarle qualcosa lo faceva sentire più vicino.
Gli apre la porta e lo abbraccia, forte, forse troppo, ma ha bisogno di lui, di sentirlo vicino.
Andrea ricambia, la bacia e le consegna la busta. Elena si scosta dandogli modo di entrare e la apre. Al suo interno una borsa di marca, meravigliosa ovviamente.
Perfetta, del colore e della dimensione giusta. Andrea la conosceva perfettamente, o almeno così pensava ma c’erano tante, troppe cose che erano a lui ignote.
“Vado a farmi una doccia e torno subito da te, così mi racconti di Giuliano, del suo primo giorno alle medie, quanto sono dispiaciuto di non avercela fatta, ma i russi hanno fatto mille storie prima di firmare”.
Un uomo d’affari integerrimo, così è suo marito. Amava lei più della sua vita ma non sarebbe riuscito a stare più di due settimane all’anno senza lavorare. Si occupava di finanza, investimenti ad alto rischio, nelle sue mani circolavano somme tanto alte da diventare virtuali.
Si spostavano da una società all’altra con tale velocità da sembrare tutto un gioco. Spesso cercava di spiegarle quello che faceva, ci provava e ci metteva molto impegno. Dopotutto stimava lei e la credeva capacissima di comprendere quei meccanismi per lui tanto ovvi e scontati.
Elena provava a stargli dietro e per una decina di minuti ci riusciva ma poi la sua mente cominciava a staccarsi e ad immergersi nei suoi progetti culinari, nella prossima ricetta da scrivere. Nonostante si amassero appartenevano a due mondi completamente diversi.
Avrebbe potuto approfittare della sua assenza durante la doccia per aprire nuovamente la scatola, una parte di lei lo avrebbe voluto fare ma non ci riesce. Ci avrebbe pensato quando sia Andrea che suo figlio sarebbero stati a letto
Può però approfittare dell’assenza del marito per togliere la cena dai contenitori di alluminio. Non ci vorrebbe molto a capire che non è stata lei a cucinare. Prepara tutto in maniera minuziosa, come suo solito. Apparecchia la tavola del soggiorno, in coordinato, attenta a ogni piccolo particolare. Tutto deve essere come sempre. Nessuno deve capire che qualcosa non va.

4

Entra in casa. Quell’appartamento piccolo e vuoto che lo accoglie ogni sera da anni. Si sente quell’aria di chiuso che è quasi impossibile eliminare anche aprendo la finestra.
Si spoglia, toglie le scarpe, la giacca e la camicia e si avvicina al frigo, che sa già di trovare vuoto. Tuttavia trova una lattina di aranciata e la apre. Non avrà da mangiare ma almeno non morirà di sete. Potrebbe scendere a comprare qualcosa o ordinare una pizza ma non se la sente.
Ha le gambe stanche, è stata una lunga giornata e l’unica cosa che vuole è fare una doccia e mettersi a letto. Dormire gli permette di non pensare.
Per poche ore la sua vita sembra essere serena e felice, come quella di un bambino. Ma è il risveglio il problema. E’ quando i suoi occhi si aprono e vedono la luce del giorno che il passato, i suoi incubi tornano a fargli visita.
Si siede sul divano e guarda la foto. E’ l’unica che ha di Daniela, le altre le ha strappate tutte in un momento di rabbia. Ha due occhi grandi e azzurri. E’ serena mentre osserva l’obiettivo. Sembra felice. Nessuno guardandola potrebbe anche solo immaginare quello che sarebbe successo qualche mese dopo.












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