The memories box

12 Maggio Mag 2017 1358 12 maggio 2017

Capitolo 6

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6
Ha tra le mani un piccolo fiore, una margherita. Non se l’è sentita di metterlo nella scatola. Ha un significato profondo per lui. Mille ricordi racchiusi in pochi petali. E’ stato il primo regalo che le ha fatto. Lo ricorda ancora perdersi tra i suoi capelli.
Gli aveva sorriso, grata. Amava i fiori e lui questo lo sapeva e non mancava di regalargliene tanti, per ogni piccola occasione.
Si guarda intorno, in quel parco di fiori ce ne sono tanti, forse troppi. Se lei fosse lì con lui potrebbe raccoglierli. Sarebbe entusiasta, avrebbe quel sorriso soddisfatto, e sprigionerebbe energia, la stessa che la natura racchiude in sé.
A pochi metri da lui c’è una coppia. Sono anziani ma dalle loro movenze sembrano due ragazzini. Li osserva, si vede che si amano, pensa.
Hanno un modo di parlarsi che esprime complicità, una complicità che solo anni trascorsi dividendo ogni momento della giornata può permettere.
Il guardarsi e sapere già senza aver bisogno di chiedere, cosa pensi l’altro. Guarda le loro mani, hanno all’anulare la stessa fede nuziale, di quel colore dorato ma non luminoso come quello dei primi giorni, è un anello che ha vissuto sulle loro mani, ogni evento lieto, ma anche triste e doloroso.
Tuttavia è bello perché racchiude in sé la vita, forse dei figli. Un amore senza figli è incompleto, lui questo lo sa bene. Una coppia, in quanto tale, desidera dare vita a un piccolo esserino che dia un volto al loro amore, che lo renda eterno. Non comprendeva chi scegliesse di non avere bambini per godersi la libertà.
Quale libertà può essere migliore dell’amore, un amore trasmesso da colui che ti è grato solo perché lo hai messo al mondo. Non lo capiva, ascoltava chi glielo diceva ma non riusciva a condividere il loro pensiero. Li sentiva parlare di viaggi, di uscite galanti e senza pensieri ma lui non vedeva nulla di più bello che stare sul divano a guardare cartoni animati con un piccolo bambino che ti appoggia la testolina sulla spalla e si addormenta per la stanchezza felice di essere con il suo papà, il centro del suo mondo.
Lui un figlio lo avrebbe voluto, sarebbe stato bello prendere un bambino tra le braccia, cullarlo per farlo addormentare. E’ sicuro che non esista emozione più grande.
Guarda la fede che ha al dito. Anche la sua è opaca ma non racchiude anni di vita felice trascorsa insieme alla donna amata. E’ solo testimone di anni dolorosi.





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