The memories box

13 Maggio Mag 2017 1402 13 maggio 2017

Capitolo 7

  • ...

7

La luce del sole la sveglia. Guarda l’orario. Sono le sette. Tra un quarto d’ora Andrea si sveglierà e lei è ancora lì sul divano con in mano gli oggetti dello scatolone.
Si alza di corsa e ripone tutto nel bagno. Sale le scale piano per non svegliare nessuno e si mette nel letto affianco a suo marito che dorme beato. Probabilmente ha fatto un sonno lungo tutta la notte. Se si fosse svegliato sarebbe sceso da lei a chiamarla.
Per fortuna non è successo. Chiude gli occhi fingendo di dormire. La sveglia suona, Andrea la spegne e si gira verso di lei. Le da un tenero bacio sulle labbra e va verso il bagno. Vuole che lei dorma ancora, può aspettare ancora un quarto d’ora prima che suoni la sua e cominci la giornata.
Quanto vorrebbe che tutto tornasse come prima, che lei potesse essere solo una moglie e una madre felice della sua vita, soddisfatta del suo lavoro. Sembra essere passato tantissimo tempo ma non è così. In un giorno la sua vita è completamente cambiata.
Aspetta che lui scenda di sotto per alzarsi. Va in bagno e fa una doccia calda. L’acqua che le scende sulla pelle e che accoglie ad occhi chiusi le infonde calma, tranquillità, e anche la forza di affrontare un nuovo giorno.
Indossa l’accappatoio, lava i denti, asciuga i capelli e torna in camera a vestirsi. Guarda il suo corpo nudo allo specchio, bianco, liscio e perfetto. Non ha una cicatrice, nemmeno piccola. Nessun segno che possa riaccendere il ricordo ma lei sa benissimo che sua madre aveva ragione. “ Le peggiori cicatrici sono quelle che si portano nel cuore, sono indelebili e profonde” le ripeteva spesso.
E lei di quelle ne aveva tante nel suo cuore e nessun trucco poteva nasconderle.
Aspetta che la porta di ingresso si chiuda. Non ha voglia di guardare in faccia Andrea. Preferisce affrontarlo poco per volta, ormai non ha la forza di guardarlo negli occhi senza sentirsi colpevole. E sa che lui se ne accorgerebbe subito.
Per la prima volta da quando sono sposati è contenta che il suo lavoro lo porti tante ore lontano da casa e soprattutto da lei.
Sveglia Giuliano, occuparsi di lui, preparare la colazione, accompagnarlo a scuola le fa tornare il buon umore.
Durante il tragitto cantano insieme le sigle dei cartoni animati. Vedere in lui quel sorriso le da tanta forza. Quando sono insieme il mondo si ferma. Esistono solo loro due. Nulla può disturbarli.
Parcheggia e si incammina, mano nella mano, anche se poi si stacca, non vuole imbarazzarlo. Guardarlo incontrare gli amici, salutare tutti con aria allegra nonostante sia solo il secondo giorno la riempie di orgoglio. E’ un bambino solare. Per certi versi assomiglia a lei ma ha preso quel saper fare, quell’atteggiamento che ispira fiducia che appartiene a suo marito.
Eleonora le si avvicina, scambiano quattro chiacchiere per pochi minuti ma poi Elena si congeda velocemente inventando di dover andare a fare delle commissioni. Non ha molta voglia di parlare. E’ stata una lunga notte e i segni sono ben visibili sul suo volto.
Torna all’auto e sul cofano vede un mazzolino di fiori. Sono margherite raccolte e tenute insieme da un nastrino verde. Per evitare che cadessero sono state legate ad un tergicristallo.
Si avvicina, le raccoglie e si guarda intorno, sperando di scorgere chi possa averle messe. Una piccolissima parte di lei vorrebbe credere si tratti del pensiero gentile di un ammiratore segreto, ma sa bene che non è così e il fatto che di chiunque si tratti, conosca dove suo figlio vada a scuola, la inquieta.
Entra e chiude a chiave la portiera. Vuole andarsene al più presto ma la vibrazione del cellulare e la foto del marito che appare sullo schermo la obbligano ad aspettare.
“Amore” la voce allegra di Andrea le riporta sul volto il sorriso.
“Mi spiace di non averti salutata stamattina, scusa ma andavo di fretta. Senti volevo dirti che mi ha chiamato mia madre, arriva tra un quarto d’ora alla stazione, ci ha fatto una sorpresa. Per pranzo ci sarò sicuramente ma non ce la faccio a passarla a prendere, ci puoi pensare tu?”
La prima risposta che viene in mente ad Elena è un no categorico ma non è quello che fuoriesce dalla sua bocca. “Certo ci penso io, ma non tardare a pranzo ok?”
“Non preoccuparti, non accadrà, ti amo e passo anche a prendere Giuliano”.
E solo per amore può accettare di andare da una donna che non l’ha mai sopportata fin dal primo giorno che l’ha vista. Rimasta vedova quando Andrea era piccolo, ha sempre lavorato. Avvocato di successo e grande donna in campo lavorativo ma anche molto gelosa e possessiva. Non sa bene Elena chi avrebbe voluto al fianco di suo figlio. Sa solo che non avrebbe mai voluto una come lei.
I loro rapporti si sono sempre basati sul rispetto contornato da grande freddezza reciproca. Anche alla nascita di Giuliano non le ha dato un abbraccio. L’ha sempre ritenuta responsabile di ogni cosa negativa successa. Il fatto che abitasse distante da loro almeno alleggeriva la sopportazione, ma il loro rapporto inesistente è diventato ancora più invisibile dopo l’incidente.
Eccola, con la sua aria altezzosa. Vestita con un tailleur nero e scarpe e borsa intonate. Bella ed elegante come suo solito, e soprattutto, identica ad Andrea.

Correlati