The memories box

14 Maggio Mag 2017 1227 14 maggio 2017

Capitolo 8

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8

Sale le scale di corsa, si avvia alla scrivania e poggia la valigetta. Spera di non incontrare nessuno. E’ la prima volta che fa tardi e sicuramente gli farebbero mille domande, alle quali non vuole e non può rispondere.
Si siede e apre la bottiglina d’acqua che ha sempre con sé. Beve a grossi sorsi e riprende fiato mettendosi subito al lavoro. Ha molte cose da fare e la giornata trascorrerà velocemente.
Nella mente ha ancora la sua immagine, con quei fiori tra le mani, mentre si guarda intorno con quell’aria mista tra curiosità e tensione. Vorrebbe sapere chi glieli ha messi sulla macchina, è ovvio.
Ma se solo si concentrasse un po’ non le sarebbe difficile arrivare a scoprirlo. Le sta dando tanti, troppi indizi ma lei non capisce, o fa finta di non capire.
“Ciao come va?” è Alina, ragazza ucraina che da un po’ di tempo lavora come segretaria per la loro azienda. E’ bella e anche molto attratta da lui.
“ Più tardi pranziamo insieme?” insiste.
“No, mi spiace ma ho molto lavoro da sbrigare, però sarà per la prossima volta”.
Alina si allontana con uno sguardo triste, non è la prima volta che le da buca. E’ una donna attraente e abituata ad avere tutto quello che vuole dagli uomini.
Non le fa piacere trattarla così, sa bene che pranzare insieme non implicherebbe nulla ma sa anche che poi si arriverebbe a creare un circolo vizioso fatto di colazioni, cene e così via, fino a giungere all’immancabile sesso tra colleghi e a lui proprio non interessa.
E’ chiuso, questo lo sanno tutti. Ha molti conoscenti ma pochi amici, soprattutto dopo quello che è successo. In tanti gli sono stati vicini ma lui ha subito messo dei freni, ha fatto capire che la vita era la sua e nessuno aveva il diritto di entrarci, anche se a fin di bene. E così tutti hanno fatto un passo indietro.
Per lavoro la sua disponibilità è fuor di dubbio ma c’è un confine, una linea sottile che nessuno può oltrepassare, nessuno tranne lei.



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