The memories box

26 Maggio Mag 2017 1835 26 maggio 2017

Capitolo 10

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Guarda la lapide. La data di nascita e quella di morte. “Daniela Rinaldi”. Anche il suo nome è bello, pensa.
Non ci viene ogni giorno, come forse dovrebbe, ma cerca per quanto possibile di occuparsi di lei, ora, dal momento che non lo ha fatto quando era in vita.
I fiori sono sempre freschi e fa in modo che chi si occupa della pulizia del cimitero, non permetta che la tomba possa sporcarsi o che ci siano foglie secche.
“Ha vissuto troppo poco” pensa ogni volta. Aveva solo trentacinque anni e soprattutto aveva solo lui. Nessuno infatti si reca a trovarla. Spesso gli diceva che era stata fortunata a trovare un uomo come lui, che le avrebbe potuto ridare la felicità che non aveva mai avuto e lui si era sentito orgoglioso di questo, di avere un ruolo così importante.
Poi però le cose erano cambiate e l’amore verso di lui si era tramutato in odio, e poi in indifferenza, la cosa peggiore. Quando esiste indifferenza vuol dire che non c’è piu nulla.
La felicità li aveva toccati per poco, li aveva solo sfiorati illudendoli che potesse durare per sempre ma poi la realtà era venuta a presentare il conto.
“ Se potessi farlo mi uccideresti, dimmelo, dimmelo che lo faresti” gli aveva detto durante una delle sue crisi, e poi era scoppiata a piangere e si era rannicchiata sul divano con le ginocchia tra le mani, dondolando con lo sguardo perso nel vuoto.
Lui si era seduto accanto a lei, le aveva preso le mani fredde e l’aveva stretta a sé, come una bambina, la sua piccola bambina, bisognosa di amore, un amore che in lui non esisteva più, e aveva lasciato il posto alla pietà.
Il giorno del funerale c’erano pochissime persone, prevalentemente suoi colleghi e qualche vicino di casa. Avevano tutti sul volto quella commiserazione, quella finta comprensione.
Lo abbracciavano con gli occhi lucidi, come se potesse interessare loro qualcosa di quello che stava passando, come se potessero capire cosa stesse provando, ma era impossibile perché nemmeno lui riusciva a capire cosa provasse.
Era triste o sollevato? Le sarebbe mancata o avrebbe ricominciato a vivere? A molte domande ancora oggi non trova risposta.

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